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Partenze intelligenti

Dicono che sei italiani su dieci questo agosto lo passano a casa. Quest’anno noi restiamo ma se ne vanno un po’ di libri: a occhio ne abbiamo messi da parte un po’ più di un terzo.

“Messi da parte” significa che attendono smistamento tra regali, vendita a negozi o bancarelle, donazioni in biblioteca e bidone della carta. Non escludo qualche ripescaggio.

Intanto è saltato fuori ancora un doppio: il Fedone di Platone, niente meno. Ma che siamo intellettuali ‘na cifra si era già capito dal fatto che non andiamo in vacanza, no?

Dopo la crisi

Si sa che dalle crisi nasce il nuovo. In Italia il nuovo potranno essere tanti supermercati omologati dalla stessa offerta di pochi bestseller, oppure tante librerie, grandi e piccole, ognuna con libri diversi, ognuna una scoperta per i lettori che vi entreranno.

(da Caro libraio, c’è vita oltre il best seller, di Sandro Ferri, 25 luglio 2012)

Seriamente

Prenditi cinque minuti di pausa ogni volta che hai la sensazione che sia troppo. Per il tuo corpo si tratta di un’esperienza nuova, e all’inizio avrai bisogno di abituarti.

Dieta? Maratona? No. E’ uno dei consigli di questo post, che spiega come liberarsi dei propri libri.

Ci sto pensando seriamente. Forse è la fine di un’era.

 

StairCASE

Questa libreria la trovo geniale.

Billy (2)

Pare che l’Ikea stia per lanciare un redesign della Billy. Perché si sono resi conto che la gente compra le loro librerie per metterci di tutto tranne i libri.

Dewey mi fa un baffo

Ieri ho passato buona parte della giornata a mettere in ordine la libreria di casa, tra caldo, polvere e parecchie divagazioni. Non vi starò a raccontare che quando cercavamo un libro non lo trovavamo più, anche se è vero. La verità è che trovo irresistibili sia i libri sia mettere in ordine, e quindi non era questione di se, ma solo di come e di quando.

Ho iniziato a spostare un romanzo da uno scaffale all’altro senza pensarci troppo, dopo colazione, e verso l’ora del tè mi sono ritrovata così.

Scartato l’ordine alfabetico per autore (noioso) e il sistema Dewey (eccessivo), ho optato per un misto tra la divisione per generi e il metodo della libreria QI di Oxford, che raggruppa libri per temi del tipo “Invidia”, “Guerra e pace”, “Grandi fughe”. Scoperte:

  • Abbiamo uno scaffale intero di teatro e poesia. Che per due che non vanno a teatro e non leggono poesia mi sembra tanto.
  • C’è uno scaffale intero di libri per bambini (tutti miei). E non mi sembrano troppi, anche se non abbiamo figli.
  • Eliminati i doppi, ci rimangono 30 libri di/su Calvino: 29 erano serviti per la tesi di mio marito; Lezioni americane è finito nella sezione “Libri dentro e fuori” insieme ai manuali di rilegatura e alle storie dell’editoria, che sarà mio obiettivo leggere da cima a fondo entro l’apocalisse Maya del 2012.
  • Mi è venuto spontaneo mettere insieme i libri di filosofia (da Heidegger a Il mondo di Sofia), Utopia e La città del sole, la Bibbia, Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano e Spinoza, un libro serissimo. Sarà una sezione “Risposte”?
  • Soprattutto grazie alla passione per i complotti di un marito altrimenti di un granitico realismo, esiste uno scaffale “Brutte storie” (Inciucio, Sante ragioni, Il principe, Patria, La disfatta della CIA, La storia segreta della guerra al cancro, ecc.), di cui sono piuttosto orgogliosa.
  • Soprattutto grazie alle mie effimere passioni, abbiamo uno scaffale di “Interessi” che include un manuale di linguaggio dei segni e uno di cucito, un catalogo d’arte di Munch, I cinque tibetani e due o tre tomi di economia ai quali mi ero affezionata all’università.

Per il resto, abbiamo uno scaffale di “Scienza” assortita, uno a parte per “Ambiente, energia, cibo e acqua”, e letteratura e narrativa un po’ miste e un po’ divise per fantascienza, gialli-noir-thriller, “Calvino-Pasolini-Gadda-Svevo”, “Russi”, “Guerre”, “Donne”, e “prima del 1900”.

Sì sì, mi sono divertita un sacco.