Librerie grandi e piccole

[…] La vendita, spiega [Luca Nicolini, ideatore e anima del Festivaletteratura di Mantova, che ha venduto la sua storica «Nautilus» alla Coop, che sta investendo in super-negozi nuovi di zecca], «potrebbe rappresentare un nuovo modello». La Nautilus, infatti, non muore: passa di proprietà ma conserva il suo nome storico, accanto a quello della Coop. Da proprietari Luca Nicolini e la moglie Carla diventano direttori, per continuare nella loro idea di puntare sul rapporto amichevole e ravvicinato coi lettori, sul catalogo, sulla qualità, sulla varietà, tutte le cose che le grandi organizzazioni di vendita sono accusate di trascurare a vantaggio del business, dell’acquisto d’impulso, dei best seller e degli sconti […]».

[…]«Diciamola tutta: la Coop è un pericolo anche maggiore della Feltrinelli – risponde senza esitazioni Alberto Galla, erede di una dinastia plurisecolare di librai vicentini, ora vicepresidente dell’Ali, l’associazione degli indipendenti -, perché propone solo libri. In accoppiata col cibo, che secondo i guru del marketing è proprio il massimo».

[…] [Domenico Pellicanò, presidente della Coop-librerie] è ovviamente d’opposto parere: «Altro che minaccia. Credo che potremmo essere la migliore possibilità, visto che il mercato si trasforma velocemente e le librerie indipendenti, nei centri storici, sono sempre più spesso costrette a lasciare il posto alle boutique d’abbigliamento. Noi possiamo valorizzare proprio quell’attività, come a Mantova».

(da La Stampa, Operazione Nautilus, di Mario Baudino, 10 febbraio 2009, p.41)

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