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Copio integralmente dal blog “Flusso di coscienza” il post di oggi, Fantasmi di carta, di Tito Faraci.

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Dicono che il futuro o, almeno, un futuro dei libri potrebbe essere questo. Trasformarsi cioè in eBook da leggere tramite un apparecchio come quello qui sopra, che starebbe alla carta stampata come un iPod a un mangiacassette. Io ho i miei dubbi, al riguardo.

La gente si divide in due categorie. La stragrande maggioranza, secondo le statistiche, compra meno di un libro all’anno. Chissà se poi si degna di leggerlo. Sai che vantaggio, per costoro…

Una gigantesca scatola virtuale in cui non avere (quasi) nulla da mettere. Meglio, piuttosto, comprare un nuovo cellulare, che se non altro si può sfoggiare telefonando.

Poi c’è la seconda categoria, quella dei grandi lettori. A cui appartengo anch’io e, credo, parecchi di voi. Siamo una piccola percentuale, che compra tantissimi libri. Erigiamo alte colonne di carta. Inzeppiamo ogni scaffale, ogni mobile, ogni superficie di casa. Il nostro è anche amore per il libro come oggetto. L’idea di questi libri virtuali, di questi fantasmi di libri, ci pare funerea.

E anche se, con il tempo, qualcuno di noi decidesse di vendere l’anima al diavolo tecnologico, in cambio di un po’ di spazio in più in soggiorno… be’, saremmo comunque troppo pochi, per giustificare un nuovo, fiorente mercato di editoria elettronica.

Poi magari mi sbaglierò. Magari fra qualche anno me ne andrò in giro pure io con diecimila libri in tasca e voi mi deriderete, ricordando queste parole. Tuttavia nel frattempo dovrebbe succedere qualcosa – probabilmente qualcosa di bello – che adesso non riesco a immaginare.

(Mi dicono che anche uno come Nick Hornby la pensa così. Il che mi conforta e, a suo modo, onora.)

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