Ma allora è un vizio

I maggiori complessi editoriali esistendi in Italia hano origine agli inizi del Novecento, negli anni che precedono immediatamente la Prima guerra mondiale. Fondatori di gruppi industriali di livello europeo sono Angelo Rizzoli e Arnoldo Mondadori.

Il primo dà vita, nel 1909, ad una piccola tipografia che si ingrandisce fino alle dimensioni attuali nell’arco di più di mezzo secolo, attraverso scelte audaci e grazie a una produzione che, col tempo, va sempre più diversificandosi, sino ad entrare nel campo dei periodici e dei quotidiani. La Rizzoli, nel 1924, è uno dei primi stabilimenti editoriali ad avvalersi di una macchina rotocalco. Tra le sue iniziative editoriali spiccano, oltre a celeri collani come la Bur, anche numerosi settimanali a rotocalco d’attualità.

Arnoldo Mondadori inizia la sua attività nel 1912: la sua prima collana, dopo alcuni volumi all’insegna de La tipografia sociale, reca il titolo La Lampada e pubblica libri per ragazzi, con la colaborazione, fra gli altri, di Guido Gozzano e Luigi Capuana. A Verona dal 1917, lo stabilimento acquista crescenti dimensioni, sino ad occupare migliaia di persone. Oltre che a diversi periodici il nome di Arnoldo Mondadori è legato alle famose collane La Medusa, La Medusa degli Italiani e, a partire dagli anni ’60, agli Oscar che, allargando la distribuzione del libro anche alle edicole, hanno rappresentato forse il più significativo contributo editoriale italiano alla diffusione della letteratura.

Non vanno naturalmente dimenticati altri editori, come Garzanti che, con la pubblicazione dell’Enciclopedia Europea, si colloca fra i grandi del settore. E ancora: Ricordi a Milano, L’Istituto d’arti grafiche a Bergamo, Utet e Einaudi a Torino, De Agostini a Novara, Zanichelli a Bologna, Laterza a Bari; tutti, nonostante le difficoltà strutturali di un mercato numericamente ristretto come quello italiano, hanno contribuito alla diffusione del sapere.

(I grandi complessi editoriali in Italia, da Grafica&Stampa di Giorgio Fioravanti, Zanichelli, II ed. 1997, p.86)

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