Librerie

Prospettive poco positive per le librerie italiane. Il 2009 sarà un anno stagnante nonostante la ‘tenuta’ delle piccole e medie case editrici italiane. Ne è convinto Paolo Pisanti, presidente dell’associazione Librai italiani (Ali) di Confcommercio, che raggruppa 1.800 librerie sulle 3.000 attualmente presenti in Italia. ”I segnali non sono buoni – ha spiegato infatti Pisanti – nonostante io sia convinto che bisogna continuare a crederci, a investire. Io stesso ho aperto una nuova libreria, oltre alle altre due di cui sono già titolare a Napoli. Ma stiamo parlando di un calo non inferiore al 5%, per il 2008”.

Non è così pessimista, invece, Federico Motta, presidente dell’Associazione Italiana Editori. ”Per il 2008 – ha spiegato – i segnali non sono così negativi mentre per il 2009 non disponiamo ancora di dati certi e definitivi. E’ troppo presto per avanzare delle previsioni attendibili”. Le librerie, pur di arginare gli effetti della crisi aumentano intanto il numero dei prodotti che si vendono. “Non solo libri – ha affermato Pisanti – ma anche cartoleria di qualità”. Non è tutto. Le librerie sono messe in difficoltà anche dalle vendite online in costante aumento. “Il problema – ha concluso Pisanti – non è la crescita delle vendite online, che comunque per ora rappresentano ancora solo il 3,5-4% del fatturato – le librerie ne coprono il 74% e la grande distribuzione il 15% – quanto il fatto che non ci sono regole per questo mercato, e che l’online consente le ‘svendite’ che tanto ci fanno male”.

(da Libero News.it, Pisanti (Ali) ‘2009 stagnante per le librerie’, 4 marzo 2009)

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