E se non venisse per nuocere?

Tra nuove tecnologie e vecchio diritto d’autore capisco qualcosa ma non tutto. Dunque.

E’ da un po’ che Google, non senza controversie, digitalizza i libri e li mette online gratis (… ma il testo integrale? Dei due che ho visto io c’erano solo i primi capitoli). Secondo questo post del 4 marzo, di Federico Cella, “sono già alcune centinaia di migliaia i libri di editori italiani digitalizzati da Google per il servizio Book Search, presi tra quelli disponibili nelle biblioteche americane” (… ma solo americane?).

Qui penso sia possibile seguire due scuole:

a) E il diritto d’autore, dove lo mettiamo? Bisognerebbe digitalizzare solo i libri ormai fuori da diritto d’autore (70 anni dalla morte dell’avente diritto, nel peggiore dei casi). Invece la distinzione che fa Google è tra libri in commercio e fuori commercio. Non ho capito perché. E non si è capita tanto bene nemmeno la definizione, infatti “uno dei punti caldi della discussione che gli editori europei hanno in corso con Google riguarda la definizione di opera fuori commercio […]: se infatti è in commercio Google dovrà chiedere autorizzazione prima di digitalizzarla, se è considerata fuori commercio potrà digitalizzarla comunque”.

Comunque c’è stata una class action, e l’11 giugno 2009 ci sarà una prima udienza a New York per stabilire se, come diritto d’autore forfait, vanno bene 60 dollari.

b) Metterli online non è come stampare una copia contraffatta. E’ più come metterli in biblioteca, a disposizione di tutti per una consultazione comoda (grazie alla searchability, altro che indici analitici) ed eterna. E no, non è come per la musica: perché l’mp3 scaricato gratis (legalmente o illegalmente) si può mettere nel lettore o masterizzare su un cd, ed è esattamente come ascoltare l’originale. Hai voglia a stampare, rifilare e rilegare a mano: non è la stessa cosa, e non vale la pena. Per l’e-book è ancora presto, ci abitueremo con il tempo ma è presto. Vogliamo filosofeggiare sulla natura del libro contenuto-e/o-contenitore?

Conclusioni, non esclusive.

a) Le case editrici perdono. Non si sentirà mai più sfogliare una pagina perché una volta digitalizzato tutto il digitalizzabile ci saremo abituati agli e-book e gli autori nuovi andranno direttamente online, senza passaggio sulla carta. Qualche casa editrice rimarrà online – editing, traduzioni… ma tra wikipedia (con tutto il rispetto e la massima gratitudine) e i blog (appunto) ci abitueremo anche a star senza quei passaggi. Brividi, eh?

b) Le case editrici vincono. Riprendiamo i lettori per la coda, prima che se ne vadano per sempre in un mondo fatto di internet, audiobooks e contenuti gratis. Chissà se riusciamo ad allungare la vita al libro… ancora un po’?

Capiamoci. Io adoro i libri e, nelle rare gite presso lo stampatore, mi commuovo. Ma le cose stanno cambiando ed è inutile opporsi. Non sentite un sottofondo di “rock and roll is here to stay”? Coraggio, bibliofili, i tempi saranno lunghi.

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