Il culto del fatto

Sì, dovrei scrivere qualcosa sulle sfide sferrate di recente al copyright, sul fallimento dell’Unità, sul metodo perfetto per impostare un progetto di rivista. Invece no: ho trovato il Manifesto del Culto del Fatto, e devo tradurlo.

1. Esistono solo tre stati nell’esistenza: inconsapevolezza, azione e completamento.
2. Accetta che tutto è una bozza. Serve a concludere.
3. Non esiste alcuno stadio di revisione.
4. Far finta di sapere quel che si sta facendo è quasi la stessa cosa di sapere quel che si sta facendo, quindi accetta il fatto che sai cosa stai facendo, anche se non è vero, e fallo.
5. E’ vietato rimandare. Se aspetti più di una settimana per realizzare un’idea, abbandonala.
6. Il punto, nel concludere qualcosa, non è concludere quella cosa ma concluderne altre.
7. Quando hai finito, puoi buttare tutto via.
8. Ridi della perfezione. E’ noiosa e ti impedisce di concludere.
9. Chi non si sporca le mani ha torto. Fare qualcosa ti mette dalla parte del giusto.
10. Il fallimento conta come cosa fatta. Quindi fai degli errori.
11. Distruzione è una variante di conclusione.
12. Se hai un’idea e la pubblichi su internet, conta come un fantasma di cosa fatta.
13. Concludere è il motore di altro.

(da The Cult of Done Manifesto di Bre Pettis e Kio Stark)

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