Cosa fa un editor? 2

Paolo Repetti, editor e direttore editoriale Stile Libero di Einaudi

Quello dell’editor è un lavoro di mediazione tra l’intelligenza, la cultura, il valore letterario “puro” degli autori e le aspettative dei lettori, quindi del mercato. Il lavoro di editing sul testo consiste nel creare il “vestito” del libro, ossia prendere l’idea di partenza (il manoscritto) e dargli la forma più adatta per farla arrivare al pubblico.

La modalità cambia da autore ad autore: inizialmente si fanno dei colloqui preliminari. Durante la prima stesura alcuni scrittori preferiscono essere lasciati tranquilli, altri si confrontano con l’editor sin da subito. Comunque sia, in questa prima fase, il nostro lavoro è soprattutto ascoltare l’autore.

Dopo la prima stesura, inizia il lavoro di editing vero e proprio: si fa la ‘pulizia’ del testo, si eliminano le ripetizioni, le incongruenze temporali, si valuta la caratterizzazione dei personaggi, si ridimensionano le varie parti del libro per dare coerenza all’insieme, il tutto sempre a stretto contatto con l’autore.

Non ci capita mai di mettere le mani in maniera pesante o diretta sul testo, però possiamo fare delle proposte, sta all’autore accoglierle. Il lavoro di riscrittura vero e proprio di solito viene svolto con quegli autori che non sono veri scrittori, come nel caso dei libri di memorie.

Le qualità che deve avere un editor sono sicuramente la sensibilità per il testo e l’intuito, il fiuto: la capacità cioè di valutare la potenzialità di un libro quando questo non esiste ancora nella sua forma definitiva. L’editor in sostanza deve essere un bravo “confezionatore”, ma se il testo manca di una qualità intrinseca, c’è poco da fare.

(da Riflessi*, Dietro le quinte del libro, di Stefania Olivieri, Samuele Galassi, Emanuela Giampaoli, maggio 2009)

* Riflessi è la rivista mensile distribuita gratuitamente da Trenitalia. Vi dirò che ho visto anche di peggio;)

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