Archivi del mese: agosto 2009

Avvincente (anche se passato)!

Otto cose che forse non sapevate di Herman Melville (perché se a scuola si facesse un po’ più di gossip letterario, forse avremmo avuto tutti più voglia di leggere i classici):

1. suo nonno paterno era uno dei sopravvissuti del Boston Tea Party
2. suo padre fece bancarotta, poi morì quando Herman aveva 12 anni; suo figlio maggiore si sparò, forse per errore, nel 1867; il minore morì nel 1886
3. visse per tre settimane tra gli indiani Typee, che si diceva fossero cannibali
4. c’è chi dice che fosse innamorato non corrisposto di un’altro classicone americano, Nathaniel Hawthorne, e c’è chi dice che fossero solo amici (comunque Moby Dick è dedicato a lui)… in generale la presenza o meno di sottotesto omosessuale nelle sue opere è roba per cui c’è chi si accapiglia
5. la moglie si rifiutò di lasciarlo anche se era un alcolista e la picchiava. Riuscì a farlo smettere di bere mentre scriveva Clarel
6. è il nonno di Moby
7. lavorò come ispettore doganale per 19 anni e morì convinto di essere fallito come scrittore… fu rivalutato dalla critica e dal pubblico americani solo negli anni venti
8. il New York Times pubblicò il suo necrologio sotto il nome Henry Melville

E ho voglia di vedere e/o leggere Billy Bud!

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Avvincente!

Ci interessa sempre cosa fa la gente famosa, e per ironia della sorte ci incuriosiscono le persone che vogliono essere lasciate in pace – quindi J.D. Salinger ci intriga tantissimo e quando dà un colpo di tosse fa notizia. Ora poi, che ha denunciato il piccolo editore svedese Fredrik Colting per aver pubblicato ’60 Years Later. Coming Through the Rye’ – sequel, omaggio, parodia? – trovo la cosa assolutamente avvincente. Aggiungeteci che la corte distrettuale di New York ha già bloccato la pubblicazione, ma che una sfilza di editori americani si sono stretti intorno a Fredrik Colting e si andrà in appello a settembre…

(per qualche dettaglio in più: il Giornale.it, La rivota degli editori Usa contro il censore Salinger, di Paolo Bracalini, 26 agosto 2009)

Copy in Italy

Da oggi al 20 ottobre la Biblioteca Braidense di Milano ospita “Copy in Italy”, a cura della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori: le copertine straniere dei libri italiani più esportati all’estero, dal 1945 ai giorni nostri.

Tra il 2001 e il 2007, il numero dei nostri libri venduti all’estero è aumentato del 93,9%, passando da 1.800 a 3.490 titoli. […] Se i rapporti di scambio migliori sono ancora nell’ordine con Spagna, Francia e Germania, cresce l’interesse dei paesi dell’est per gli scrittori italiani. Dal 2003, la Polonia è uno dei principali acquirenti e, nel 2007, nella sola Ungheria sono stati venduti i diritti di 150 titoli, ovvero il 4% dell’export totale. Ma la nuova frontiera della letteratura italiana è l’Asia […]. Geronimo Stilton, tradotto in 35 lingue e presente in 180 paesi, è il vero fenomeno global dell’editoria made in Italy degli ultimi anni. Ed è infatti il capofila del genere più esportato: la letteratura per ragazzi (29% dell’intero mercato). Seguono: saggistica (28%), narrativa per adulti (17%), editoria illustrata (17%) e libri d’arte (12%).

(da La Repubblica.it, Scrittori italiani da esportazione, le fortune dei nostri libri all’estero, di Dario Pappalardo, 21 agosto 2009)

Idealismi

Un posto nel mondo per i perfezionisti
It is the editor’s lot to be a stickler, a perfectionist and a pedant, and to appoint people who share those concerns. […]

Il giornalista imparziale e il lettore che lo apprezza
Those criticised in a story, for instance, should be given the opportunity to state their side of the dispute. This is not simply an ethical matter: it is also about self-interest, since most readers will find balanced and objective news writing more involving and more respectful of their intelligence than selective reporting mixed with opinionated rhethoric. […]

Il capo che guida e incoraggia
When staff writers hand in their work, especially if they are inexperienced, it is only fair to give it the level of attention a freelance’s copy would get. This is a time for gentle guidance and encouragement.

(da Magazine editing, di John Morrish, Routledge, 2003)

Classifiche e chiacchiere

La top 10 di oggi, secondo Feltrinelli:

10. Olive Kitteridge, Elizabeth Strout, Fazi
9. Marina, Carlos Luis Zafon, Mondadori
8. Stabat Mater, Tiziano Scarpa, Einaudi
7. La regina dei castelli di carta, Stieg Larsson, Marsilio
6. L’ombra del vento, Carlos Luis Zafon, Mondadori
5. La ragazza che giocava con il fuoco, Stieg Larsson, Marsilio
4. Il gioco dell’angelo, Carlos Luis Zafon, Mondadori
3. Uomini che odiano le donne, Stieg Larsson, Marsilio
2. La danza del gabbiano, Andrea Camilleri, Sellerio
1. Zia Mame, Patrick Dennis, Adelphi

Un po’ di statistiche, tanto per scrivere.
Ci sono 2 editori considerati piccoli e indipendenti (Sellerio e Fazi), 5 libri del gruppo Mondadori (di cui 3 sono di Zafon) e 4 del gruppo RCS (tutti i Larsson e il n.1 di Adelphi).
Conclusioni? Nessuna, come le solite chiacchiere da spiaggia.

Porta/drin, finestra/clic

[…] spiega Marco Castelluzzo, direttore generale Utet. “Il 90% della nostra attività resta incentrato sulle vendite door to door e rateali. Dunque, è essenziale che i consulenti editoriali che si rivolgono alla clientela siano aggiornati sempre meglio. Utet dispone di un team di formazione permanente. Realizzare un bel libro non basta: bisogna promuoverlo, divulgarlo, farne apprezzare il senso e il corpo, la qualità materiale e culturale, l’amore con cui è stato realizzato”.

(da La Repubblica Torino.it, Utet: più piccoli, ma non ridimensionati di Maurizio Crosetti, 31 luglio 2009)

Secondo un’indagine interna di eBay.it, risulta […] che, nel solo mese di luglio, è stato acquistato un libro ogni 39 secondi.

(da Libero news.it, A luglio acquistato online un libro ogni 39 secondi, 4 agosto 2009)

Libri in piazza

Giovedì sera: prendo l’aperitivo con le amiche in piazza Vittorio (come ormail il 95% della popolazione torinese). Tra noi e il fiume stanno allestendo tensostrutture e bancarelle… intravedo libri, ma mi trattengo.

Venerdì sera: passo in bici di ritorno dal lavoro. Un ragazzo sta ancora sistemando libri. “Scusa, cosa fate?” “Una libreria” “Ah! E quando?” “Da stasera, per un mese”. Ringrazio e rientro a casa felice di vivere in un posto dove i libri spuntano anche per strada.

Visto che dopo due giorni (di caldo, magari sono io che sono fusa) non trovo altre info su internet, non mi resta che passare a piedi, una di queste sere.