Archivi del mese: settembre 2009

E’ un momento rivistaiolo

InStyle (la cui versione US ha festeggiato 15 anni questo mese)
Monocle (incredibilmente stylish)
Internazionale (incredibilmente intelligente)
Wired (per complessità del design)
Leggere:tutti (per ovvi motivi) ma anche Il Libraio
The New Yorker (massimo rispetto per l’approfondimento)
Le Scienze (sono bravi, c’è poco da fare)
L’espresso (perché sono 5 cover di fila che se la prendono con Berlusconi e i suoi ministri)

Annunci

Tempi da fiere

In attesa della Buchmesse (14-18 ottobre), questo week-end c’è il primo Salone dell’Editoria Sociale (ingresso libero):

Dal 2 al 4 ottobre, nello Spazio ex-Gil a Trastevere, saranno presentati libri e tenuti dibattiti sul razzismo e l’immigrazione, la finanza etica e l’ambiente, la  scuola e la disabilità, la religione e il terzo settore; e molto altro.

Portici di carta

Domani e domenica a Torino, nell’ambito della Festa dei lettori, c’è Portici di Carta! Evviva.

Come si fa un libro

L’editor legge ogni manoscritto almeno 4 volte, imparandone a memoria i brani salienti, e comunica con l’autore tramite Twitter. Poi, naturalmente, si fanno 18 giri di bozza… Un po’ di ironia fa bene.

Grazia Neri

Venerdì è stata messa in liquidazione l’agenzia Grazia Neri.

Nata ben 42 anni fa era diventata una della agenzie italiane più prestigiose. […] Secondo Michele Neri, il direttore, la crisi del settore editoriale italiano è così grave che c’è poca speranza di ripresa nel breve o medio termine. Parole pesanti, ma che provengono da un’agenzia che nel corso di un anno ha dimezzato il numero di dipendenti, bruciato tutte le riserve economiche accumulate e finita in liquidazione senza riuscire a trovare una via d’uscita.

(da Clickblog, Grazia Neri, l’agenzia in liquidazione, 18 settembre 2009)

Volevo scrivere un post…

… e invece ne ho letti cento, qui.

Bé, poteva andarmi peggio.

Da evitare

Il blog di Bob Bly sul lavoro di copywriter è interessante anche per chi lavora in campi diversi, e presenta quell’americano pragmatismo, nella gestione dei clienti e del lavoro, che non sarebbe male importare (in enormi, enormi, enormi quantità) anche in Italia.
Visivamente… inizialmente ho pensato fosse brutto ma poi mi sono convinta che tutto sommato è semplicemente coerente. Bob Bly fa il copywriter, non il grafico.
Traduco un post che oggi mi è particolarmente caro.

Il mio compianto amico James Alexander, pubblicitario di successo del Michigan, una volta mi ha detto: “Posso lavorare con un cliente ignorante. Posso lavorare con un cliente arrogante. Ma non posso lavorare con un cliente che è entrambe le cose.”

Un cliente ignorante ma non arrogante non sa nulla di pubblicità, lo ammette serenamente, e si affida a te perché sei più competente e hai maggiore esperienza.

Un cliente arrogante ma non ignorante ne sa almeno quanto te di pubblicità, e ne sa più di te del suo prodotto e del suo mercato. Il miglio rapporto che puoi avere con questo tipo di cliente è basato sulla collaborazione.

Un cliente che è sia arrogante sia ignorante ammette serenamente di non saperne niente di pubblicità, e poi va a dire al copywriter o all’agenzia come fare il loro lavoro. In caso di disaccordo è raro che ascolti i consigli: si fida più del suo istinto e della sua esperienza, anche se ammette che sono minimi.

Il cliente arrogante e ignorante va evitato. Puoi provare a dirgli che in cucina c’è posto per un cuoco solo (e quel cuoco sei tu), o che se ti ha ingaggiato come autista deve lasciarti guidare, ma di solito non servirà a niente. E’ quasi impossibile fare un buon lavoro per il cliente che è ignorante e arrogante allo stesso tempo.

(dal blog di Bob Bly, Are your clients ignorant and arrogant?, post del 5 marzo 2008)