Libri di mondo – 1

Il post di oggi inaugura una serie di articoli-profili sulle persone che lavorano in editoria, in tutto il mondo.

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Nina Schipper: commissioning editor per Editora Paz e Terra, San Paolo, Brasile

Editora Paz e Terra è una casa editrice indipendente di San Paolo che, fondata negli anni ’60 per lottare contro la dittatura militare in Brasile, si trova negli anni 2000 a lottare contro un mercato sempre più polarizzato e aggressivo. Un mercato dove pochi grandi editori – dedicati alla narrativa (Companhia das Letras, Nova Fronteira, Cosac e Naify), alla saggistica (Martins Fontes) o alla scolastica (Atica, Moderna) – hanno le famose risorse umane e finanziarie per aggiudicarsi i titoli e le vetrine migliori, lasciando ai piccoli solo le briciole. Che briciole, però! Paz e Terra ha pubblicato una ventina di libri di Hobsbawm, O futuro de democracia e altre quattro opere di Norberto Bobbio, un po’ di Gilles Deleuze, un po’ di Michel Foucault e un po’ di Manuel Castells. “Ristampiamo in continuazione i grandi autori internazionali che abbiamo pubblicato in Brasile”, dice la commissioning editor Nina Schipper, “ma il nostro best-seller è il pedagogista Paulo Freire, che negli anni ’70 scrisse, tra gli altri, Pedagogia da Autonomia e Pedagogia do Oprimido”. Grazie a queste… gemme, più che briciole, e a colpi di 3.000 copie di tiratura media (per 2.000 vendute l’anno, per titolo), Paz e Terra ha “gradualmente conquistato il sostegno di molti dei più brillanti intellettuali del paese, insieme ai quali ha difeso la libertà di pensiero e il diritto al dialogo”, come recita il sobrio sito aziendale (www.pazeterra.com.br).

Com’è, vista da dentro, Paz e Terra? Non molto diversa dalle piccole case editrici italiane. Nina ci lavora da un anno e mezzo e ci è arrivata tramite conoscenze, o meglio “Networking!”, come dice lei: presentata all’editore da un amico comune, aveva collaborato per una delle sue riviste prima di passare al suo attuale ruolo. “Credo sia una cosa molto comune in editoria, e forse lo è anche di più in Brasile”, dice. Altro meccanismo comune a molti paesi e settori: quando il team si restringe, le competenze si estendono. “Lavoro a stretto contatto con il mio direttore, Marcus Gasparin, e con un consulente editoriale che mi segnala i libri che potrebbero essere interessanti per la nostra linea editoriale. In realtà, visto che Paz e Terra è una piccola società con un piccolo team, il mio lavoro comprende anche compiti legati a produzione e diritti: commissiono e controllo le traduzioni, a volte correggo le bozze, mi tengo in contatto con gli agenti letterari e gli editori stranieri. Aggiorno costantemente il calendario delle scadenze e invio tantissime e-mail… Leggo anche i manoscritti che arrivano. E mi occupo di qualche piccola attività come inviare i contratti e sollecitare i pagamenti”. Flessibilità, insomma, ma anche tanta passione: Nina ha quasi 37 anni e lavora in editoria da 13, e prevede di non lasciarla mai: “Magari passerò alla traduzione o all’editing, come freelance, quando sarò più vecchia”.

Per il momento, ecco come vede la situazione in Brasile: la pirateria comprime il settore accademico e le nuove tecnologie per l’editoria sono ancora in fase di lenta implementazione, ma il problema più grave è la debolezza della domanda. Oggi ci sono vari gruppi internazionali, soprattutto portoghesi e spagnoli, interessati a investire nel mercato brasiliano. Ma l’analfabetismo è ancora un problema preoccupante, e in media non leggiamo tanti libri come ad esempio nel Regno Unito: non c’è una forte abitudine a leggere. Le fiere librarie e le politiche del governo cercano di migliorare la situazione, ma finora non si sono dimostrate molto efficaci.”

www.pazeterra.com.br

http://twitter.com/pazeterra

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