Archivi del mese: agosto 2010

Come on, Vogue

Ho comprato Vogue Italia di settembre, tutti e i suoi 2.720 grammi (tra rivista, speciali, ecc.).

Ero curiosa di vedere il 3D più cool-trendy-fashion della stagione: la cover con Miranda Kerr e il servizio Scent of Future sembrano fuori registro, e invece sono stati stampati apposta per diventare tridimensionali grazie agli occhialini allegati. Mi immaginavo chissà che, invece sono i classici occhialini di cartone (senza le stanghette però, sarano out?).

Sugli occhialini c’è scritto: “Images detaching, conveying a feeling of movement, appearing in their three-dimensional nature. You feel like you are actually smelling the scent and the atmosphere floating all around you. The scent of the future.” E in effetti sento l’odore del risotto con le zucchine che sto preparando per cena…

A parte gli scherzi la carta stampata le sta provando tutte, bisogna darne atto.

p.s. per chi come me fosse curioso di sapere come si preparano le foto da vedere in 3D (stereo), qui la NASA vi insegna come farle in casa!

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Libri e papi

“La salute stessa della Chiesa, dello Stato, dei Principi e di tutti i mortali, salute che dobbiamo considerare molto più cara e più importante della nostra vita, esige che questo potere sia tutto da Noi esplicato nel distruggere quel mortale flagello dei libri.” (Pio VII, enciclica Diu Satis del 15 maggio 1800)

“… si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell’anima, prima che possa crescere propriamente” (Josef Ratzinger su Harry Potter. È il 7 marzo 2003 e il papa al tempo era cardinale e prefetto dell’ex Sant’Uffizio)

Lo so: queste due citazioni, messe così, sono fuori contesto.
Metto le mani avanti: non ce l’ho con la Chiesa, non ce l’ho con la religione, non ce l’ho nemmeno con le persone un po’ tradizionali che magari di fronte all’aprirsi di certe porte si spaventano perché temono di perdere qualcosa.
Però pensavo:  l’idea che i libri possano influenzare la gente, cambiare il pensiero, deviare le menti e metterci nei guai… è divina! 😉

Books in the Age of the iPad

Oltre a un sito molto stylish, Craig Mod ha delle belle idee sul futuro dei libri. Il succo del suo mini-saggio Books in the Age of the iPad è che:
1. Ci sono contenuti indipenenti dal layout, che possono andare dritti su e-book (Kindle et similia), e contenuti che acquistano valore grazie al layout, per i quali si può scegliere tra iPad e stampa (proprio nel layout sta la differenza enorme – ora vedo la luce – tra e-reader e iPad).
2. Con un po’ di sviluppo tecnologico nei prossimi anni e-reader e iPad diventeranno sempre più comodi. E, secondo Mod, i libri che decideremo di stampare saranno di qualità davvero alta.
“Ricorderanno alla gente che un libro può essere una scultura di pensieri e idee”.

Strani refusi in un libro bellissimo

La grana della carte corrisponde all’allineamento che le fibre della carta assumono durante la  carta produzione.
(da Il manuale del graphic design, di Gavin Ambrose e Paul Harris, edito da Zanichelli, p. 158)

I refusi capitano a tutti. I migliori si annidano tutti insime in un unico paragrafo, in un libro altrimenti corretto, scorrevole, bellissimo. Così l’effetto sorpresa è assicurato e il lettore oltre a farsi una risata si rende conto – per un attimo – di quanto lavoro deve aver fatto il redattore.

Billy

(via Bloguerrilla, Il trentesimo compleanno di Billy, 9 febbraio 2010)

Per chi mettesse in dubbio la qualità della Billy Ikea: fidatevi. Nella sua semplicità, costa poco e regge bene. Se avete l’accortezza di distribuire bene i pesi, evitando di creare file intere di dizionari o cataloghi d’arte (meglio piazzarli sull’ultimo scaffale in basso, che ha lo zoccolino sotto), i ripiani non si imbarcano neanche un po’.

Prima di investire ben €39 in una libreria, comunque, facciamo i conti. Un ripiano del modello largo 80 cm regge 30 Kg. Un romanzo “medio” di 360 pagine è spesso 2,2 cm e pesa 416 grammi. Quindi su uno scaffale ci staranno al massimo 37 romanzi, per un totale di 15,4 Kg scarsi. Non per niente si sono inventati lo scalino per parcheggiare i libri in doppia fila.

Rimangono due problemi.
Primo: se non vi piace Ikea, c’è poco da fare. So per esperienza che esistono persone che non sopportano di avere un mobile uguale a 41 milioni di altri in giro per il mondo. Come direbbe il buon Thomas Harris, I’m ok, you’re ok.
Secondo: non esiste l’elemento top (che si aggiunge all’ultimo scaffale per allungare un po’ la libreria) nero. Tutti gli altri colori sì, ma quello che ho scelto io no. Perché, Ikea, perché?

Uno spreco

Attraverso la società Encyclomedia publishers srl, costituita lo scorso dicembre, Passera ha infatti rilevato i diritti per proseguire e completare la monumentale opera iniziata agli albori dell’editoria digitale: l’idea di Umberto Eco per realizzare un’enciclopedia multimediale sulla storia d’Europa risale alla metà degli anni Novanta, quando il progetto era stato supportato dalla Olivetti, guidata allora proprio da Passera.
(da Affari Italiani, Passera punta sull’editoria online, 12 agosto 2010)

E’ che le opere monumentali come questa sono come il ponte sullo stretto di Messina. Tanti soldi, grandi nomi, e poi – poi (se arrivano) sono 20 anni in ritardo e non gliene importa più niente a nessuno. Uno spreco.

Dico tanto per dire: con 450mila euro (l’aumento di capitale di Encyclomedia publishers deciso da Passera: soldi suoi, visto che è l’unico socio) si potevano dotare di mezzi informatici qualche decina di biblioteche di provincia.
O coprire le spese di spedizione di un book club transregionale tra scuole elementari di tutta Italia, grazie al quale le classi potrebbero scambiarsi i libri preferiti dal Trentino alla Calabria e poi discuterne via mail, skype, chat, twitter, basecamp o altro.
O mettere su un servizio di free-book sui mezzi pubblici delle grandi città: al posto delle “notizie” sui quotidiani in distribuzione gratuita, ogni giorno un capitolo di Anna Karenina da leggere mentre si va al lavoro. O il profilo storico di un paese europeo.

La libreria DOC

DOC, nel senso di disordine ossessivo compulsivo.

Ho messo in ordine. Ho scoperto che per donare libri a una biblioteca è necessario presentare un elenco dettagliato e “poi la direttrice valuterà quali titoli accettare”. E oggi, delusa dall’offerta di reggilibri Muji e Ikea, ho trovato la soluzione fai-da-te che prende 5 minuti e regala soddisfazioni spropositate (forse solo a me, lo so).

Step 1. Tagliare un angolo di una scatola da scarpe (vedi gallery qui sotto).
Step 2. Inserire l’angolo della scatola dietro gli ultimi libri della fila che pende. Finito!