Uno spreco

Attraverso la società Encyclomedia publishers srl, costituita lo scorso dicembre, Passera ha infatti rilevato i diritti per proseguire e completare la monumentale opera iniziata agli albori dell’editoria digitale: l’idea di Umberto Eco per realizzare un’enciclopedia multimediale sulla storia d’Europa risale alla metà degli anni Novanta, quando il progetto era stato supportato dalla Olivetti, guidata allora proprio da Passera.
(da Affari Italiani, Passera punta sull’editoria online, 12 agosto 2010)

E’ che le opere monumentali come questa sono come il ponte sullo stretto di Messina. Tanti soldi, grandi nomi, e poi – poi (se arrivano) sono 20 anni in ritardo e non gliene importa più niente a nessuno. Uno spreco.

Dico tanto per dire: con 450mila euro (l’aumento di capitale di Encyclomedia publishers deciso da Passera: soldi suoi, visto che è l’unico socio) si potevano dotare di mezzi informatici qualche decina di biblioteche di provincia.
O coprire le spese di spedizione di un book club transregionale tra scuole elementari di tutta Italia, grazie al quale le classi potrebbero scambiarsi i libri preferiti dal Trentino alla Calabria e poi discuterne via mail, skype, chat, twitter, basecamp o altro.
O mettere su un servizio di free-book sui mezzi pubblici delle grandi città: al posto delle “notizie” sui quotidiani in distribuzione gratuita, ogni giorno un capitolo di Anna Karenina da leggere mentre si va al lavoro. O il profilo storico di un paese europeo.

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2 risposte a “Uno spreco

  1. longjohnsilver

    La cultura non e mai uno spreco, lo e invece mettere i soldi a volte in sagre paesane x mangiare salsicce o intrattenere turisti x caso a leggere su trenini sempre le stesse opere come se la Letteratura si dovesse fermare ai vecchi classici e rifiutarsi di creare opere nuove.
    Dopo Giotto ci sono stati Raffaello Leonardo Michelangelo
    Per fortuna nessuno ha obbligato i mecenati dell epoca a fermarsi. Come vorrebbe fare qualcuno ke non ha letto Dante “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”.
    Prendersela con le operazioni culturali significa appoggiare quella politica di svilimento e deculturizzazione, capitanata da ventianni di TV che disprezza dileggia e svilisce tutto ciò che si elevi al di sopra del livello velina.
    Coi risultati che si vedono…

  2. Caro longjohnsilver, mi sembra che di tutto il mio post ti abbia colpito solo Anna Karenina (che non ho mai letto, ma credo che un giorno potrebbe piacermi). Per l’idea del free-book si può sostituire con qualsiasi altro testo – non importa che si tratti di grande classico, piccolo emergente, saggio, fumetto o haiku: di cultura se ne crea tanta, varia, ovunque.

    Lo spreco, per come la vedo io, sta nelle grandi operazioni fatte apposta per arrivare ai media e non alle persone.