Strani refusi in un libro bellissimo

La grana della carte corrisponde all’allineamento che le fibre della carta assumono durante la  carta produzione.
(da Il manuale del graphic design, di Gavin Ambrose e Paul Harris, edito da Zanichelli, p. 158)

I refusi capitano a tutti. I migliori si annidano tutti insime in un unico paragrafo, in un libro altrimenti corretto, scorrevole, bellissimo. Così l’effetto sorpresa è assicurato e il lettore oltre a farsi una risata si rende conto – per un attimo – di quanto lavoro deve aver fatto il redattore.

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4 risposte a “Strani refusi in un libro bellissimo

  1. Sono commossa, di solito di fronte a ciò la gente, indignata, protesta vibratamente accusando a gran voce di negligenza l’ipotetico redattore. E magari ha anche la tremenda abitudine (ma perché? chi ve lo fa fare?) di scrivere all’editore segnalando i refusi. Un incubo.

  2. Pensa che a me capita con mio padre, che non si limita a trovare refusi: mi segnala i dati che non lo convincono e mi chiede se sono proprio sicura.
    E’ ingegnere, sa un sacco di cose, è fatto così. E io non gli regalo più copie di quel che faccio.

    Per quelli che si arrabbiano e contattano l’editore preciserei una cosa. Da un certo punto di vista sono apprezzabili: pretendendo un certo livello di qualità difendono la professionalità del redattore. Da un cert’altro punto di vista invece sono dei ########## 😉

  3. Diciamo che per solidarietà di categoria propendo per #######, ma per correttezza farò un distinguo: se sei un insegnante di matematica e scrivi una cortese lettera alla redazione per segnalare che un esercizio è sbagliato, hai esercitato un sacrosanto diritto e reso un buon servizio a tutti. Se sei un lettore comune e trovi 4 refusi in un romanzo di 250 pagine, e scrivi una lettera indignata all’editore o sul tuo blog, sei uno ######. In ambo i casi,chi riceve la lettera telefonerà al correttore e gli darà del ######… 🙂

  4. (penultimo rigo, dopo “casi,” inserire spazio)