Incipit

Da ragazzina, come un sacco di ragazzine e anche di ragazzini, volevo scrivere e pensavo che avrei scritto. Ho iniziato a pensarlo dopo aver letto Oceano mare (assegnato per le vacanze dalla professoressa di italiano della seconda liceo), e ho continuato a pensarlo – a tratti fortissimamente – per alcuni anni.

Poi si cresce, e tutte quelle porte che forse sono rimaste aperte per un momento si richiudono, piano piano.  Perché è giusto che i giovani credano di avere tutte le possibilità di questo mondo, ma è anche vero che quando inizi a fare le tue scelte ci sono bivi dove non tornerai mai più. Ad esempio: non farò mai la ballerina, l’astronauta, la violinista. Potrei ancora insegnare, potrei entrare in polizia, potrei scrivere. Non come avrei voluto a 15 anni, forse, forse meno male, ma potrei ancora scrivere. A volte lo penso ancora.

Poi la sera decido di iniziare un libro che ho sul comodino da tempo, Denti bianchi di Zadie Smith, che apre così: “Early in the morning, late in the century”. Non sono una fanatica degli incipit ma questo mi ha lasciata a bocca aperta. Quindi penso che probabilmente faccio bene a lasciar scrivere gli scrittori.

Per la cronaca: ho dovuto cambiare libro perché era troppo, troppo (ogni tanto mi capita).

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3 risposte a “Incipit

  1. Giornalista: “Lei crede in Dio?”
    Baricco: “Effettivamente ho molta fiducia in me stesso…”

    Ok ammetto che non c’entrava molto, ma non ho resistito!

  2. C’entra, c’entra. Io intanto ho trovato questo articolo (è di quasi un anno fa, ma perfetto per riprendersi dal siamo-tutti-più-buoni).

  3. E-c-c-e-z-i-o-n-a-l-e!