Viva l’Italia (3)

Con l’Unità d’Italia, da molti editori vista come l’unica possibile soluzione ai problemi dell’editoria italiana, il settore editoriale registrò una vera e propria esplosione.

Vennero infatti meno alcuni dei problemi che avevano rallentato la crescita: le barriere doganali, con gli alti dazi, vengono meno; gli editori si ritrovano così ad operare in un unico, vasto mercato nazionale. Viene meno anche la dura censura ed i forti programmi di scolarizzazione che il governo intende perseguire, se non risolvono il problema dell’analfabetismo e dei pochi lettori, creano forti esigenze di una adeguata produzione scolastica (libri di testo, sussidiari, grammatiche, ma anche ausili didattici come carte geografiche etc.).

L’editoria, negli anni di maggiore crescita tra il 1861 ed il 1873, aumenta in maniera vertiginosa:

– i titoli stampati nel 1836 furono 3.300, nel 1863 erano 4.200 e nel 1873 erano già saliti a 15.900;
– i periodici pubblicati ebbero una crescita anche maggiore, dato che nel 1836 erano 185, nel 1864 già 450, 765 nel 1871 e ben 1.127 nel 1873; è bene tuttavia considerare che molte iniziative nel campo dei periodici avevano vita effimera.

L’espansione riguardò pure l’industria editoriale in tutto il suo complesso, con un forte aumento delle cartiere e delle tipografie, della produzione di inchiostro, di macchine per la stampa e di tipi.

(da Wikipedia.it, Storia dell’editoria italiana)

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