Pet peeve: la ‘d’ eufonica

“Oggi è piovuto” è più corretto di “Oggi ha piovuto”, ma ormai sta cadendo in disuso. Come il congiuntivo, come il passato remoto. Non si scandalizza nessuno.

La ‘d’ eufonica invece piace. Come l’uso “prezzemolino” delle parole inglesi. Come il maiuscolo per dare enfasi. Come il punto per separare le unità dai decimali.

Siamo nella zona grigia dove, be’ insomma, si può discutere se siano errori o no. Ognuno di noi ha le sue fisse, il suo gergo, le sue abitudini. Però ve lo dico (e non solo perché è una mia fissa): la ‘d’ eufonica, cioè quella che si attacca a congiunzioni o preposizioni monolettera prima di una vocale, non si usa quasi più. Suona roboante ed altisonante ad orecchio troppo giovin per rammentar li bei tempi in cui li gran signori viaggiavan in carrozza.

Però, ecco, non dispiacetevi per la povera ‘d’ eufonica: è viva, sta bene, e si sente ancora utile. Si usa ancora in “ad esempio” e tra vocali uguali dopo la ‘e’ o la ‘a’: “ed elefanti”, “ad arte”. Dopo la ‘o’ (“od orrore”), a meno che non siate il De Amicis, no.

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