App app and away

Visto che ormai ci si annoiava a discutere se sia meglio il libro di carta o quello di pixel, c’è chi entra più nello specifico e si accapiglia per decidere quale digitale debba vincere.

Credo che da quando Publisher’s Weekly parlava di “Torre di e-Babele” nel lontano 2006 le cose siano cambiate, con una certa convergenza verso il formato .epub. Mi sembra che il ritardo del Kindle in Italia abbia creato qualche problema, ma non sono sicura del perché. E so che le iPad app si profilano all’orizzonte come le nuove, temutissime concorrenti dei semplici ebook. Di questo sono sicura perché, nonostante finora non abbia seguito così da vicino la questione tecnolibraria:
1. se ne è parlato molto al Tools of Change di Bologna quest’anno (qui in italiano e qui in inglese due brevi articoli a riguardo)
2. per lavoro mi è capitato di avere a che fare proprio con un’app che sta a un libro come Robocop sta ad Alex Murphy: Chinagram ha preso i contenuti di un manuale old school come “La scrittura cinese” di A. Vallardi e li ha resi multimediali, interattivi, efficaci, per non dire… be’, più belli.

Quindi il dibattito ha ormai ufficialmente cambiato equilibri. E sarà il caso che al Salone del Libro di quest’anno mi fermi un po’ di più agli stand della parola scritta elettrificata.

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