Ruvidezza estetica

L’articolo di Meghan Cox Gurdon pubblicato ieri dal Wall Street Journal, sullo stato della narrativa destinata ai giovani (YA, o young adult), ha sollevato un vespaio – uno sciame di tweet che seguono il tag #YAsaves.

La Gurdon sostiene che l’editoria per ragazzi di oggi è troppo “dark”, e che quasi non c’è eccezione alle storie di sesso (stupro, incesto, pedofilia), droga (con annessa prostituzione) e… no, siamo ben oltre il rock’n’roll: omicidi, rapimenti, torture, autolesionismo. Insomma, i vampiri impallidiscono (ulteriormente).

Non so se lo scenario sia davvero così tremendo perché non seguo più di tanto la teen-lit. Io, che sono del 1979, tra i 14 e i 18 anni mi ricordo di aver letto Porci con le ali, Il giovane Holden, Oceano Mare, L’incendiaria, Se questo è un uomo, Madame Bovary, Kitchen, Il postino di Neruda, Sulla strada, Il ritratto di Dorian Gray. Non c’era internet, e forse erano altri tempi.

Forse ha ragione Jewell Stoddard, citata nell’articolo, a dire che oggi gli adulti che lavorano in editoria stanno proiettando sul mercato e sugli adolescenti la “ruvidezza estetica” che hanno acquisito a causa di videogiochi e reality TV. Però allora non parlerei tanto di libri quanto di buon gusto: da chi bestemmia senza neanche accorgersene a chi sale su un pullmino per Avetrana.

Forse i ragazzi (e i bambini) di oggi vivono in un mondo dove ogni male ha un nome. Noi avevamo l’Uomo Nero, loro la pedopornografia, i disturbi alimentari, il bullismo. Potrebbe essere che i libri di oggi riflettano quello che queste nuove generazioni sanno, sentono dire, si vedono intorno ma non riescono ancora a capire del tutto.

Forse dobbiamo ricordarci di quanto è dark Pinocchio. Che la vecchina nel bosco voleva mangiarsi, dico mangiarsi, Hansel e Gretel. Che la sirenetta si fa tagliare la lingua (in cambio di gambe che fanno male come se fossero trafitte da coltelli ogni volta che cammina), che a un certo punto ha la possibilità di uccidere il principe ma non lo fa, e che muore.

Comunque sia alla fine io la penso così: che i libri debbano contenere storie edificanti di modelli da emulare se lo sono inventati la censura, gli americani, la Disney. I libri sono sempre stati pieni di storie da leggere per farsi furbi e non commettere certi errori nella vita.

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2 risposte a “Ruvidezza estetica

  1. Ciao !

    E che dire di Cappuccetto Rosso ?
    Lupi antropofagi, travestimenti, interventi chirurgici !

    Le storie devono avere anche un ruolo apotropaico.
    Rappresentare il male ed il pericolo, per esorcizzarlo !

    Ti lascio un saluto ed un sincero apprezzamento !

  2. Grazie Claudio… e con “apotropaico” mi hai anche insegnato una parola nuova! : )