Archivi del mese: settembre 2011

Sono nati e nasceranno nuovi riti

Oggi pezzi da collezione, le macchine da scrivere Olivetti erano nate con tutta l’innovazione di cui eravamo capaci. Bella lettura – anche solo per guardare le figure – il post di Archivio Caltari, Olivetti, cuore di macchina, scoperto grazie a fogli sparsi.

Sono nati e nasceranno nuovi riti, il linguaggio verrà ancora sconfessato e ricreato, e gemmeranno nuove manie legate agli strumenti, ma di certo l’Olivetti rimane ad oggi un’esperienza mai eguagliata nella storia della politica industriale e della cultura italiana. La domanda è se è ancora possibile nella cultura digitale e nei linguaggi attuali, in particolare in quelli legati al commercio degli oggetti, mantenere questa eredità, preoccuparsi della misura delle persone e non di quella del profitto, a partire dalla produzione fino alla promozione.

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La libreria più bella

A Oporto, in Portogallo, si vantano di avere la libreria più bella d’Europa (e forse del mondo): è la Librería Lello e Irmao, in Rua das Carmelitas, 144.

Fondata nel 1869 con il nome Librería Internacional de Ernesto Chardron, ha poi cambiato nome e si è trasferita nell’edificio neogotico che la ospita oggi nel 1906, tra scale sinuose, soffitti preziosi, cupole di cristallo e i binari di un vagone che un tempo scorreva, carico di libri, senza rovinare il parquet.

Sigh, non finirà mai

Bill Keller, executive editor del New York Times, propone di vietare i libri… o almeno smettere di scriverne. Traduco qualche pezzo dell’articolo completo (divertente e interessante), uscito a luglio.

Sono ormai anni che i populisti profeti dei nuovi media sentenziano la morte del libro, e il mercato sembra dar loro ragione. […]

Di fronte a questo trend, devo ammettere che il dolore che provo per lo stato in cui si trova la nostra civiltà è accompagnato da un certo sollievo. Certo che mi mancheranno i libri (come, tra l’altro, mancheranno ai miei figli), ma almeno la loro scomparsa metterebbe fine alla scocciatura che chiunque lavori per me o sta scrivendo un libro o vorrebbe farlo. Finalmente riavrei il mio staff!

Non c’è mese che un qualche reporter non passi dal mio ufficio a chiedere l’aspettativa per scrivere un libro. Con pazienza, cerco di spiegare che scrivere è un’agonia: un lavoro lento, solitario, frustrante che, salvo rare eccezioni, viene accolto da recensioni tiepide (sempre che ci siano delle recensioni) e raggiunge appena qualche migliaio di persone prima di finire tra i remainder di Barnes & Noble. Racconto la mia esperienza di fallimenti librari: due opere incomplete e un sostanzioso anticipo che sto ancora finendo di restituire alla Simon & Schuster, con rate annuali che più che un onere mi sembrano una cauzione.[…]

E allora perché i libri non sono ancora morti? Il boom degli ebook di certo aiuta.[…]

Ma questo non spiega perché gli scrittori scrivano. Gli scrittori scrivono per motivi che di solito hanno poco a che vedere con i soldi e meno a che vedere con il masochismo di quanto non si creda. C’è un vero senso di appagamento nel raccontare una storia, difendere una tesi, comporre un puzzle con grande precisione. Notate che quando la gente dice che “ama scrivere” di solito intende che ama “aver scritto”.

Fai ‘sta ca##o di nanna

Alcuni dicono che è una bufala, ma gira online il PDF completo ed è già in vendita su Bol. Comunque sia, è davvero “un libro destinato a diventare un classico: l’inno di milioni di genitori disperati”.

ps So che l’apostrofo prima di “sta” nel titolo esce al contrario, non so come aggiustarlo! Cruccio.

E io mi disperavo per i panda

Quando ero bambina i miei genitori avevano abbonato me e mia sorella a una qualche piccola pubblicazione del WWF, così una volta ogni due o tre mesi ci litigavamo gli adesivi con il panda.

Però ho imparato che l’ambiente va preservato, e che l’estinzione di alcune specie è una cosa molto brutta. Oggi probabilmente anche i bambini parlano di biodiversità.

In tecnologia e comunicazione, invece, c’è una selezione naturale feroce e travolgente: esce l’ultimo modello e gli altri non sono compatibili, sono troppo lenti, sono meno belli, devono sparire. Lo capisco, che dev’essere così, però è un po’ triste.

Billy (2)

Pare che l’Ikea stia per lanciare un redesign della Billy. Perché si sono resi conto che la gente compra le loro librerie per metterci di tutto tranne i libri.

Vicoli che non ne vedi la fine

Genova è così: prendi un vicolo che non ne vedi la fine, e dopo il terzo kebabbaro sulla destra trovi una libreria per ragazzi molto carina, con dentro una libraia molto simpatica.

L’Albero delle Lettere
via Canneto il lungo 38/r
16123 Genova

Non ho pensato a fare delle foto. Ma potete vedere qualcosa (e leggere anche una recensione vera) qui.

A Torino Stefania (la libraia simpatica) mi ha consigliato la Libreria dei Ragazzi (via Stampatori 21).
Che ha in homepage una bella presentazione di Roberto Denti.
Che aveva fondato la Libreria dei Ragazzi a Milano (via Tadino 53) nel 1972.
Che adesso ha sede anche a Brescia (via San Bartolomeo 15/a) e Monza (via Padre Giuliani 10/a).