Storytelling e fragilità

Il libro, come tecnologia, non è niente di che: “It was venerable. It was ubiquitous. But it was a little bit boring.”

La TED Talk del giovane Joe Sabia sulle tecnologie dello storytelling è un bell’esercizio di public speaking: divertente, interattiva, breve (ce ne fossero). Non è di quei discorsi che cambiano la vita ma rende onore al padre dei libri pop-up, Lothar Meggendorfer, al quale la Movable Book Society ha dedicato un premio per l’eccellenza nell’ingegneria della carta.

All’inizio dei libri che illustrava, Meggendorfer inseriva una poesia per chiedere ai bambini di avere cura nell’azionare i meccanismi complicatissimi che aveva realizzato.
Adesso che ci penso anche un iPad va maneggiato con cura.
Che storytelling e fragilità siano inscindibili?

Now Children, dear, pray come with me
And see some comic sights,
You all will laugh with mirth and glee,
Or should do so by rights.

When you to them your hand apply
These figures dance and caper
“‘Tis really hard” I hear you cry
“To think them only paper.”

The men and creatures here you find
Are lively and amusing,
Your fingers must be slow and kind
And treat them well while using.

But more of them we must not tell,
The pictures would be jealous,
So turn the leaves and use them well
And don’t be over zealous.

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