Insegne

Ho la fissa delle insegne. Dal Simpathy Bar avvistato anni fa (“simpathy” in inglese si usa soprattutto per fare le condoglianze) a Giuliana, la tua fioraia… e non solo, che ogni volta che ci passo davanti vorrei entrare a chiedere che altro offre. Secondo me ci vorrebbe un’autorità di controllo. Ma poi sarebbe la stessa persona che si è inventata il cartello stradale “tutte le direzioni”?

Ora pare che nel Regno Unito (altra fissa: Regno Unito, Inghilterra e Gran Bretagna non sono sinonimi) la catena di librerie Waterstone’s molli l’apostrofo per assecondare le esigenze di questo nostro mondo di URL e indirizzi email, dove certi segni non si possono usare comunque. Con gran scorno dei puristi della punteggiatura, i nomi commerciali sfuggono alla grammatica, all’ortografia, al maiuscolo/minuscolo e a tante altre belle cose.

E va bene. Se non altro perché la libertà fa saltare fuori qualche colpo di genio tipo: Eat Alì, il nuovo alimentari etnico del mio quartiere, che mi sta già molto più simpatico di Eataly.

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Una risposta a “Insegne

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