L’importante

Per darvi un’idea di quanto mi ha fatta arrabbiare il post di Francesco Migliarese sul nuovo libro di Altan, Piccolo uovo, ho deciso che oggi persino su Missplan i libri passano in secondo piano. Perché – porca miseria – l’importante deve essere volersi bene.

In qualsiasi città, per qualsiasi religione, o partito, o orientamento: ci può arrivare chiunque che l’importante per i bambini è avere qualcuno che gli voglia bene.

Mamme e papà in qualsiasi combinazione, adottivi, divorziati e risposati, nonni, zii, amici che fanno da zii, vicini di casa che fanno da babysitter, genitori di amici, maestre, catechisti e animatori, parroci, capi scout, allenatori e pure chi si prende in affidamento un ragazzino solo la domenica per farlo uscire dalla comunità per minori.

Poi ognuno avrà le sue preferenze, e le sue idee sulla natura e su cosa sarebbe meglio, pace. Io per esempio penso che per un bambino sia fondamentale avere una nonna che legge le favole a letto la sera. Ma a questo mondo 1. non si può avere tutto, quindi mettiamo in ordine le priorità e 2. non è mai riuscito nessuno a dire agli altri chi o come amare.

Annunci

4 risposte a “L’importante

  1. Ho letto entrambi gli interventi (quello qui riportato e l’articolo a cui fa riferimento), e sinceramente non capisco lo sfogo: non ho letto nell’articolo a cui si riferisce la volontà di dire agli altri chi o come devono amare. Mi sembrava piuttosto una riflessione sul concetto di famiglia e sulla tutela giuridica di cui la famiglia tradizionale fondata sul matrimonio tra uomo e donna dovrebbe godere, senza essere confusa o equiparata alle “coppie di fatto”. Il finale dell’articolo mi sembra chiarissimo:
    “Il primato della famiglia tradizionale è un dato di fatto. Gli altri tipi di unione sono rilevanti e meritano tutela giuridica, ma rimangono un’altra cosa.”
    Non dice che un uomo non possa amare un’altro uomo, anche profondamente. Sottolinea solo che una famiglia composta da uomo e donna è diversa da un’unione omosessuale. Tutto qui.
    Inoltre, il discorso sulle adozioni (che in qualche modo soggiace all’intervento di questo blog) non viene toccato in alcun modo dall’articolo in riferimento, ed è un discorso differente che andrebbe tenuto distinto per non creare confusioni: diritto di ogni bambino sarebbe quello di poter vivere con i suoi genitori di sangue, di quali è stato concepito e dai quali è nato. Purtroppo esistono i figli orfani e i figli ripudiati; a chi dovrebbero essere affidati è una tematica molto dibattuta e delicata, ma non è stata certamente toccata dall’articolo a cui si riferisce.

  2. penso proprio che lo comprerò, altan piace a me e ai miei tre bimbi. Nella nostra biblioteca non può mancare. Magari lo compro in una libreria in zona 3 … così giusto per far dispetto a quello la 🙂
    ho sentito alla radio l’intervista all’editrice … era quasi contenta, prevede che le 3.000 copie stampate, dopo questo can can, andranno a ruba.
    Del resto … lo leggerò ai miei bambini poi mi riprometto di tornare a riportare la loro reazione … anche se non credo ci sarà alcuna particolare reazione.
    Mio figlio gioca con le bambole, gli piaciono le gonne della mamma, i capelli lunghi come rapunzel e all’asilo gioca solo con le bambine … di due pinguini gay credo se ne farà un baffo 🙂
    r

  3. @Danno. E’ che secondo me il primato della famiglia tradizionale non è un dato di fatto (a meno che parliamo di stato attuale della legislazione italiana… ma non penso che lei voglia limitare il discorso a questo piano, giusto?).

    @r. Magari tuo figlio si farebbe un baffo dei pinguini gay anche se facesse a gara di sputi e aspirasse a fare il camionista… noi siamo cresciuti con Lady Oscar senza accorgerci di niente, no? 😉

  4. beh un po’ di merito prendiamocelo. Se vogliamo che i nostri figli crescano con l'”idea” che una “famiglia è bella quando è felice” il modo migliore è pensarlo noi per primi o no? forse avrei dovuto dire: di due pinguini gay credo e spero se ne farà un baffo