Archivi del mese: marzo 2012

E se ce l’ha fatta Linus…

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Reperti

Nel weekend ho fatto un po’ di repulisti tra le vecchie cose che ho ancora a casa dei miei genitori. Tra cartoline, bigliettini e foto strappate dalle riviste, c’era anche questo.

A quindici anni leggere Pennac mi sembrava il massimo dell’intellettuale 😀

Un semino come me

Lunedì è la festa del papà, ma certi papà fanno i regali ai figli. Se siete tra questi, consiglio Un semino come me, Edizioni BeccoGiallo, 15 euro.

Non fatevi spaventare dall’impegno civile della casa editrice: la storia del semino di pomodoro è tenera e delicata, tutta in rima, e molto meno spaventosa dei tanti “Pensa ai bambini che muoiono di fame” della mia infanzia. E sulle ultime pagine trovate qualche ricetta semplice e le istruzioni per far crescere i semi di pomodoro allegati.

Uno slogan moderno

Così, se è vero che (come sostiene JoJo Moyes sul Telegraph) gli ebook rendono di nuovo sexy la lettura, ogni operazione di divulgazione diventa particolarmente interessante. Ed è interessante l’idea dell’AIE (Associazione Italiana Editori) di coinvolgere i giovani in un concorso per trovare uno slogan destinato a promuovere una collana di ebook universitari.
Il gioco, in fondo, è uno degli strumenti migliori per far avvicinare le persone alle idee nuove. E anche il premio – mille euro in libri o ebook – tutto sommato aggiunge ancora valore alla causa. Poi c’è il vantaggio intrinseco di ottenere, se la creatività premia i partecipanti, un modo di parlare di libri diverso da quello polveroso e antiquato cui ci ha abituato l’accademia. Potrebbe venirne fuori uno slogan moderno, che parla il linguaggio dei giovani e che – in cinquanta caratteri – faccia la sua figura anche su Twitter.

(da LaStampa.it, Ebook, concorso AIE per avvicinare i giovani alla lettura, di Giuseppe Granieri, 14 marzo 2012)

I puntini sulle i

Mi piacerebbe sapere che font è questa qui che hanno usato per il sito di World Wide Rome. Mi piace anche se non vorrei, perché non ha i puntini sulle i. Stavo per abituarmi quando ho visto che il bold i puntini ce li ha, e non ho più capito niente.

Ho provato Identifont: la g ha l’orecchio? La j maiuscola scende sotto la linea di base? Il punto del punto interrogativo è rotondo o quadrato? Più di venti domande così – su tutto quello di pratico e meccanico che rende una font diversa dalle altre – e alla fine niente, il sito ammette di non aver trovato corrispondenze esatte e mi propone un banale Verdana. Eppure bastava che mi chiedesse “La i ha il puntino?”.

Regali libreschi

Natale è passato da poco ma ci saranno ben altre ricorrenze nell’anno per le quali torna utile The Literary Gift Company.

E se no pazienza, mi sono divertita dieci minuti tra i coriandoli fatti con vecchi romanzi di fantascienza e il peluche di Shakespeare:)