Archivi del mese: aprile 2013

Prima di aprire / 1. Piccola storia della sovracoperta

(Prima di aprire è una serie di guest post a cura di Clizia, cervello in fuga con la fissa delle cover.)

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La sovracoperta può piacere o meno: c’è chi la mette da parte per non sgualcirla e chi si innervosisce perché scivola. Sia come sia, è difficile immaginare di buttarla via appena arrivati a casa. Ci sembrerebbe di fare qualcosa di sbagliato, ma perché? Nella storia del libro non è sempre stato così: c’è stato un tempo in cui l’avremmo considerata alla stregua di un sacchetto della spesa.

Fino al 19° secolo, infatti, mentre la copertina stessa era decorata con incisioni dorate o impressioni a secco su cuoio o tela, quella che noi conosciamo come sovracoperta era un semplice foglio di carta in cui il negoziante avvolgeva il libro dopo l’acquisto; in alcuni casi poteva esserci scritto il titolo e il nome dell’autore, ma finiva comunque nel camino.

Aldo Manuzio, che intorno al 16° secolo diede inizio alla tradizione italiana dei decori sulla copertina, sarebbe rabbrividito all’idea della sovracoperta come la conosciamo oggi (o forse il suo spirito innovatore avrebbe prevalso?). Fatto sta che fino al 1800 è il contenuto del libro in sé a prevalere e non l’involucro che lo contiene: le copertine molto decorate erano spesso costose e realizzate solo su ordinazione.

Possiamo ringraziare artisti avant-garde come Toulouse-Lautrec  o Beardsley  per aver iniziato a disegnare su quegli inutili pezzi di carta e a trasformare la cover in quello che è oggi. Non pensavano che la carta fosse un mezzo troppo povero per avvolgere i libri e rappresentarne il contenuto, anzi: le riconobbero una possibilità d’espressione artistica, e così aprirono la strada a veri e propri artisti della cover.

Non giudicare mai un libro dalla copertina

“Non giudicare mai un libro dalla copertina” è una cavolata bella e buona. La qualità di un libro dipende anche da come è stato confezionato, e le sensazioni che dà dipendono anche da quella prima impressione.

7206556C’è persino chi si affeziona a un libro di favole per il soldatino d’argento serigrafato davanti, che la ipnotizza ogni sera mentre la mamma legge e che vent’anni dopo la accompagna fino a Oxford.
Non parlo di me (che ossessionavo mia nonna con una storia di refurtiva nascosta nel cibo per i gatti, parte di una raccolta che prima o poi vado a recuperare a casa dei miei) ma di Clizia, che questo mese finisce il master in editoria e che – complice la passione per la fotografia – spesso si ricorda di un libro più per la copertina che per la storia che c’è dentro.

Nei prossimi mesi Clizia scriverà per il blog una serie dedicata a tutto ciò quello che già c’è di un libro prima che lo apriamo. Cominciamo domani!

Come scegliere una font

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Julian Hansen ha creato un poster fenomenale con un flow-chart che aiuta a scegliere una font per un libro o un giornale, un invito o un logo.
Tra le domande che vi capiterà di incrociare:
– Cosa ne pensi di Eric Gill?
– Hai pianto quando hai visto Terminator?
– E’ un problema se è svizzero?
Non è completo, non è perfetto, ma è molto divertente. Ed è in vendita qui ($22).

Libri vs film 1-0

Il libro è un film che si svolge nella mente del lettore.
Ecco perché andiamo al cinema e poi diciamo “Oh, è meglio il libro”.
– Paulo Coehlo

Ho appena finito la redazione di un libro che posizionerei tra le neuroscienze e la medicina alternativa. Concetto principale: il cervello a usarlo non si stanca, anzi. Siamo fatti per imparare, per inventare e per ricordare di tutto, e per tutta la vita, se solo ci tenessimo in esercizio. Visto che la parola stampata è uno dei mezzi di comunicazione più “tecnologicamente poveri” (secondo Cerami, ricordate?) è anche uno dei più faticosi per il cervello, e questo è uno dei motivi per cui leggere fa bene:)

(Niente contro i film eh, chiaro.)

Write drunk

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Write drunk, edit sober – Ernest Hemingway

Qui trovate tutta la serie di poster dell’Illustrated Quotation Project, di Evan Robertson, in vendita su Etsy a $24. Minimalisti, ironici e libreschi.

A Lucy Barfield

Ieri notte qualcuno mi ha suggerito di scrivere un post sulle dediche dei libri. Così oggi, quando ero da un cliente e qualcuno è arrivato da un breve viaggio a Istanbul con una scatola di Turkish delight, ho pensato a Lucy Barfield… ovvero, la dedica che C.S. Lewis scrisse per “Il leone, la strega e l’armadio”, uno dei libri delle Cronache di Narnia (in cui la strega usa un po’ di Turkish delight per imbonirsi uno dei fratelli…).

a Lucy Barfield

Cara Lucy,

ho scritto questo racconto per te, ma quando l’ho cominciato non mi sono reso conto che le ragazze crescono più in fretta dei libri. Come risultato, ormai sei troppo grande per le fiabe e quando questa verrà stampata e rilegata lo sarai ancora di più. Un giorno, però, diventerai abbastanza grande da leggere le fiabe di nuovo: allora recupererai la mia da uno degli scaffali più alti, toglierai la polvere e mi dirai cosa ne pensi. A quell’epoca, probabilmente, io sarò troppo duro d’orecchi per sentirti e troppo vecchio per capire le tue parole, ma rimarrò comunque

il tuo affezionato padrino
C.S.Lewis

Primo scaffale / 4-5. Il Cavaliere Coraggio + La Principessa Attacco

(“Primo scaffale” è una serie di guest post a cura di r, un papà che legge.)

IMAG1528_BURST002_1Vi serviranno: elmo, scudo, spada e mantello, coraggio (da vendere), vista (aguzza), spirito (avventuroso) e… perseveranza! Il Cavaliere Coraggio ha bisogno del vostro aiuto bimbi! e del vostro, mamme e papà. Dovrete risolvere indovinelli, farvi guidare dall’istinto, scegliere tra la pagina 8 oppure la 14 e da lì se tornare a pagina 7 o andare alla 18, in un turbinio di colpi di scena, un labirinto di voltapagina tra le fantastiche creature di questo coloratissimo libro-gioco.
Se vi dimostrerete all’altezza, giunti alla fine potrete finalmente affrontare il terribile drago verde, con il coraggio ritrovato, pronti per sconfiggerlo!

IMAG1529_BURST002_1Ma avventura chiama avventura e si sa, il coraggio non è solo uomo! Così, dopo aver affrontato mille battaglie, il Cavaliere Coraggio cadrà prigioniero del terribile ciclope dall’occhio verde. E adesso chi lo salverà? Un’intrepida damigella, di lui follemente innamorata: la bella e coraggiosa Principessa Attacco già pronta a correre per salvarlo. Naturalmente, anche lei avrà bisogno del vostro aiuto!

Due capolavori con illustrazioni favolose: abissi abitati da strani pesci, cielo stellato popolato da animali fantastici, la confraternita degli Orsi, il torneo dei prodi cavalieri e tante, tantissime altre situazioni mozzafiato.

Il Cavaliere Coraggio
Chedru Delphine
Traduzione di Giulia Calandra Buonaura
2011
Editore Franco Cosimo Panini (collana Dentro le figure)
ISBN 978-88-570-0352-8
Prezzo di copertina € 14,50
48 pagine illustrate

La Principessa Attacco
Chedru Delphine
Traduzione di Giulia Calandra Buonaura
2012
Editore Franco Cosimo Panini (collana Dentro le figure)
ISBN 978-88-570-0482-2
Prezzo di copertina € 14,50
46 pagine illustrate

età: 4-10 anni
tempo di lettura: un’ora… ma dipende da quanto siete fortunati!
due libri per: spiriti avventurosi