Archivi del giorno: maggio 3, 2013

Inchiesta sulle tariffe per le traduzioni in diritto d’autore

A fine aprile Biblit ha pubblicato online la sua Inchiesta sulle tariffe per le traduzioni in diritto d’autore.

Estraggo qualche dato:
– Le opere tradotte sono “ormai stabilmente al di sotto del 20%”, cioè almeno 4 su 5 libri pubblicati in Italia sono scritti da italiani (p.6).
– “In genere chi paga meglio sono gli articoli per la stampa, mentre i compensi più bassi sono associati alla letteratura per bambini e ragazzi” (p.9).
– “…per tradurre una cartella da 2000 battute di media difficoltà, incluso il tempo per la revisione e la rilettura […] La maggior parte dei partecipanti all’indagine ha dichiarato di impiegare dai 45 ai 60 minuti” (p.11).
– “La maggior parte del campione (89%) riceve un pagamento unico a determinati giorni dalla consegna. Per il 51% dei traduttori il termine è fissato in 60 giorni dalla consegna, ma i tempi di pagamento vengono rispettati solo in un caso su tre” (p.14).
– Tra le “misure che potrebbero contribuire a migliorare le tariffe”, la n.1 è “Tariffario di riferimento con minimi di compenso” (73,3%) e la n.6 è “Accesso regolamentato alla professione” (34,1%).

L’idea di un albo dei traduttori e/o di un tariffario minimo non è nuova. E’ vero che vivere di traduzioni (soprattutto letterarie, che vengono pagate più spesso in diritto d’autore) è quasi impossibile, e che parte del problema è che chiunque si può mettere a tradurre.

Io mi cruccio quando vedo una traduzione fatta da un non-madrelingua, perché non ne ho mai vista una fatta davvero bene. Ma probabilmente chi ha studiato traduzione – e magari preso persino una laurea – si arrabbia se capisce che io lavoro perché sono bilingue, ma laureata in economia. Per questo regolamentare l’accesso alla professione mi sembra poco sensato.

Il problema delle tariffe è che chi lavora male si fa pagare poco, e il cliente è contento così.