Charles Bukowski in cerca di editore

Tempo fa lo scrittore Alessandro Cascio ha fatto un esperimento interessante. Il post che ha scritto in merito inizia così…

Un ragazzo di nome Gianni vuole scrivere. Ha 15 anni e vuole specializzarsi in romanzi di genere e commedie, mi chiede di insegnarglielo. Poi mi dice che potrebbe pubblicare con una casa editrice a pagamento, ma che non vuole perché uno scrittore diventa tale quando riesce a passare le difficili selezioni con agenti ed editori, persone di cultura e che s’intendono di letteratura.

Gli rispondo: “Gianni, io mica ci credo tanto a sta cosa”
“Perché?” mi chiede.

Perché. Ecco, perché, Gianni piccolo sognatore di pastafrolla.

… ed è una breve lettura illuminante sui retroscena dei processi di selezione editoriale. Sia io sia l’editor che mi ha segnalato il post ammettiamo che non avremmo riconosciuto Bukowski a prima vista nemmeno noi. Il punto è un altro: se basta cambiare i nomi perché un best seller diventi uno scarto, su cosa diamine si basa la decisione di pubblicare un libro?

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