Prima di aprire / 5. Penguin Books e la macchina del tempo

(Prima di aprire è una serie di guest post a cura di Clizia, cervello in fuga con la fissa delle cover.)

1287490386-86286500La Penguin fu fondata nel 1935 con l’ambizioso obiettivo di portare la letteratura di qualità alla portata di tutti. Finì per guidare una vera e propria rivoluzione, quella dei paperback a pochi spiccioli. Oggi la notorietà della casa editrice inglese, però, è legata soprattutto alle iconiche cover con due bande colorate (un colore diverso per ogni genere) che lasciano la fascia centrale a titolo, autore e logo del pinguino. Sono finite persino su shopper, mug e una lunga serie di oggetti di merchandising. Ma le cover Penguin si sono evolute nel tempo, allontanandosi spesso da quella griglia orizzontale, tutta tipografia e proporzioni.

The Art of Penguin Science Fiction raccoglie le cover dei libri di fantascienza Penguin e ci mostra parte di questa evoluzione in una bella vetrina-mosaico cronologica. All’inizio il genere era fatto rientrare nella categoria fiction, caratterizzata dal colore arancione; poi vari designer si sono succeduti adattando le copertine al gusto e alla moda dominanti. L’estetica semplice ed essenziale degli anni Trenta ha cambiato orientamento – le bande colorate sono diventate verticali – e poi si sono aggiunte immagini e altri colori, abbandonando a un certo punto l’arancione. L’iconografia spazia da Paul Klee (Sirius di Olaf Stapledon, nell’edizione del 1964) a David Bowie (in veste aliena per la cover di The Man Who Fell to Earth di Walter Tevis, edizione del 2009), ma l’obiettivo rimane sempre lo stesso: rendere i libri Penguin ben riconoscibili grazie a un look di collana ben definito.

nineteeneightyfourdropshadow569_0Oggi, sulla scia della moda dilagante del vintage, Penguin ha scelto di riproporre alcuni titoli con la cover originale della prima edizione. Così, dopo oltre cinquant’anni e 25 edizioni diverse, 1984 di George Orwell sembra appena uscito dalla macchina del tempo. Con l’aggiunta però di una scelta curiosa e coraggiosa: censurare titolo e autore.

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