Prima di aprire / 6. Cover: black or white?

(Prima di aprire è una serie di guest post a cura di Clizia, cervello in fuga con la fissa delle cover.)

Avete mai pensato al puro e semplice colore di una cover?
Il bianco, per esempio: non è frequente vedere un libro bianco in libreria (salvo casi come la collana Farsi un’idea del Mulino, o gli Struzzi Einaudi), e quando capita sappiamo che si tratta di una scelta stilistica ben precisa. Perché? Semplice: le copertine bianche si sporcano e si rovinano più in fretta. Chi paga un libro nuovo vuole che sia in condizioni perfette, non già rovinato da chi l’ha sfogliato e rimesso sullo scaffale.

Altre volte il colore non è di natura pratica, ma un codice arbitrario che entra nell’uso, indicativo di un particolare tipo di letteratura. Come per i Gialli Mondadori: basta uno sguardo per riconoscere genere, collana ed editore.

Il nero non ha un significato così specifico, ma sicuramente è la nuance preferita di tutto ciò che è soprannaturale, horror e thriller. Con il più il vantaggio di non mostrare lo sporco, così non dobbiamo preoccuparci che la nostra copia di Twilight si rovini troppo in fretta.

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3 risposte a “Prima di aprire / 6. Cover: black or white?

  1. in effetti … per esempio il verde per me è, e sarà sempre la mitica collana Medusa

  2. Possiamo anche ricordare il “blu Sellerio”.
    Il bianco einaudiano in effetti è/era ormai sinonimo di letteratura di qualità; abbandonato nei tascabili, resta ancora nei Supercoralli.

  3. nel caso di einaudi è vero che il bianco era il suo vestito … ma adesso einaudi l’associo più al giallo dei suoi dorsi “stile libero”… per Medusa il fatto è che il verde è un bel verde brillante e adesso che ci penso ci sarebbe anche l’arancione dei Medusa italiani … il blu sellerio è quasi nero, però vero che lo riconosci subito in libreria