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Dica 30.000

L’Asl di Mirano ha pagato quasi 30.000 euro per far tradurre il testo del Patient protection and affordable act, con cui Obama ha riformato la sanità americana, alla Società cooperativa Eurostreet di Biella. La polemica sulla necessità e legittimità di una spesa tale in questo momento di crisi mi sembra giustificata, ma ho fatto due conti.

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Ho trovato il testo integrale della legge. Copiato e incollato tutto su word, sono quasi 2,5 milioni di battute spazi inclusi. Considerando una generosa cartella da 2.000, per arrivare a 30.000 euro bastano 24-25 euro a cartella. Che per un testo tecnico-legale è più che lecito.

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Ecco-nomia: micro budget per libri

Regalo di Pasqua: ho semplificato un modellino in Excel che avevo messo su anni fa sperando di fare un minimo di controllo di gestione in una casa editrice per cui lavoravo. Ora sta tutto in un foglio, tanto per cominciare.

L’idea è che possa servire a un caporedattore per tenere sotto controllo tutti i costi diretti di un libro (cioè tutte quelle spese che non ci sarebbero se non si facesse il libro). Si inseriscono i vari importi, una previsione di prezzo e copie vendute, e si ottiene un risultato economico ipotetico. Sostituendo tutto con i dati di consuntivo (magari su una duplicazione del foglio), si avrà il risultato effettivo.

In teoria se il risultato previsto è positivo il libro si fa, e il suo risultato contribuirà alla copertura dei costi fissi (personale interno, bollette, affitti, segreteria ecc.). Sempre in teoria, se il risultato previsto è negativo il libro non si fa. Ma la scelta dei libri da inserire nel catalogo di una casa editrice molto spesso si basa su ragionamenti ben più complessi, e su voglie desideri passioni e altre umanissime debolezze 😉

Scarica le istruzioni in allegato PDF.
Scarica il modellino in allegato XLS.

Whenever, wherever e la superclassificabooks

Prendendo atto di quanto stiano aumentando i dati di vendita e l’influenza dell’editoria digitale, mercoledì scorso il New York Times ha annunciato che l’anno prossimo inizierà a pubblicare la classifica degli e-book più venduti, per narrativa e saggistica.

(da The New York Times online, Times will rank e-book best sellers, di Julie Bosman, 10 novembre 2010 – traduzione mia)

Molto presto qualcuno metterà a disposizione di tutti gli autori (che oggi lasciano la storia della loro vita su Word, o che pagano per vedere il loro libro stampato) un software per creare il proprio e-book. Anzi, forse un software così esiste già.

Poi chiunque potrà pubblicare quello che vuole, commercializzarlo online, e si salvi chi può. Forse alle case editrici arriveranno meno proposte bislacche: gli autori convinti di avere tra le mani il prossimo best-seller potranno farsi tutto da soli e vedere se hanno ragione. Forse sarà bello che, come direbbe Shakira, whenever, wherever sarà possibile leggere whatever. E’ un po’ quel che prevedeva nel 2004 Chris Anderson quando ha scritto per la prima volta di “coda lunga” (l’articolo è diventato un libro, pubblicato in Italia da Codice Edizioni e ripubblicato quest’anno con un nuovo capitolo dedicato al marketing).

Anderson faceva l’esempio dei librai online, come Amazon, che hanno una gestione delle scorte e della distribuzione, e una struttura dei costi, che permette di mantenere in catalogo un numero indefinito di titoli per sempre. La coda lunga sarebbe la miriade di titoli che vendono poco, ma che possono continuare a vendere poco, pochissimo, e rimanere in vita.

Esiste la coda lunga degli e-book? Non lo so ma di sicuro se il New York Times prevede di stilare una classifica delle vendite esiste un picco: pochi e-book che si spartiranno il 90% del mercato. E di sicuro escludendo i librai (come già fanno i distributori online), adesso anche i tipografi, e un giorno forse anche gli editori, sarà economico pubblicare e tenere in “vetrina” qualsiasi cosa. La coda lunga dell’offerta, dunque. Ma la domanda, a parte leggere le classifiche del New York Times, cosa farà? Che titoli di nicchia andrà a cercare tra gli e-book che non potesse già trovare in una biblioteca pubblica ben fornita?
– Quelli che un editore non avrebbe pubblicato;
– quelli multimediali, interattivi, animati, 3D che un giorno saranno la norma;
– quelli che nelle biblioteche vanno persi (non sono pochi);
– quelli che servono per copiare e incollare del testo su una tesina all’ultimo minuto;
– …e c’è sicuramente altro.