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C’è sempre qualcosa da effettuare

Questa mattina ho effettuato un prelievo di sangue, per effettuare la ricerca degli anticorpi della varicella e capire se l’ho già effettuata. Dopo, al bar, ho effettuato due foto.

effettuare scontrino effettua orario

E’ vero che nella bella scrittura è bene evitare troppi “fare”, un po’ perché è un verbo generico e un po’ perché si rischiano tante ripetizioni. Questa però non deve diventare la scusa per abusare del povero “effettuare”, che significa prima di tutto “realizzare, attuare” e solo nel burocratese ha assunto il significato di “fare”.

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Life in publishing

Un nuovo blog ironico, sarcastico, divertente e veloce da leggere: la vita di una editor a New York raccontata con le GIF. Chissà se è una reincarnazione di Secondo piano.

Come nascono i libri?

via @sarahlapolla

Sometimes when an agent and editor love each other very much, they have lunch. And that’s how books are made.

(A volte, se un agente e un editor si amano davvero molto, escono a pranzo insieme. Ed è così che nascono i libri.)

&

Il carattere preferito di molti designer, di moltissimi anglofili e – a me sembra – anche di chi pensa sempre di avere di meglio da fare: è la “e commerciale”, che a dire il vero piace parecchio anche a me.

Se siete curiosi, Jacob Gube di Six Revisions ha pubblicato una infografica completa su questo “strano e illustre simbolo”: dalla storia (deriva dalla traduzione in inglese di uno scritto del 63 a.C. di Marco Tullio Tiro, servo di Cicerone: “and, per se, and” si è fluidificato in “ampersand”) a come si scrive (io uso la modalità B, la A mi viene sempre schiacciata), da come non confonderla con la chiave di sol a come usarla con moderazione. Perché con tutte le belle variazioni tipografiche che esistono, è facile farsi prendere la mano.

I don’t think people really grasp how much work I do

La ‘it girl’ del momento: Amanda Hocking è ovunque, dal gruppo sugli ebooks di Linkedin all’editoriale di Internazionale. Io sono andata a leggermi il post che ha scritto lei sulla sua improvvisa fama. Traduco qualche riga:

L’editing non va mai bene abbastanza, e trovare un redattore non è facile come credono tutti. La gente pensa che per una redazione sia sufficiente qualche rilettura, per controllare la grammatica di base e lo spelling: questa è una parte del processo, ma c’è molto altro. Si tratta di dare tono ai periodi, controllare le frasi ripetute, migliorare il flusso, ecc.
[…]
Nessuno sa cosa rende un libro un bestseller. Agli editori e agli agenti piace far finta di saperlo, ma se lo sapessero pubblicherebbero solo bestseller, e non è così che vanno le cose.
[…]
Le cose stanno cambiando, e speriamo per il meglio, ma fare lo scrittore è ancora un lavoro faticoso.

Per un punto

Ieri sera ho visto il trailer di un film che uscirà a gennaio, “Gli angeli del male”. Mi ispira ma sono stata distratta da uno dei blurb (tratto da La Stampa):

“Kim Rossi Stuart non è mai stato tanto bravo”.

A volte non conta tanto saper scrivere quanto saper rileggere?

La passione per la precisione

Forse alcuni credono che chi lavora in qualche modo in ambito culturale (io li chiamo i “quaderni a righe”) debba essere creativo, esuberante, magari un po’ disordinato. Il contrario di un ingegnere (i “quaderni a quadretti” che mi circondano in famiglia e che ogni tanto prendo in giro).

Eppure… in editoria (ma anche nella musica, nella moda, ecc.) ci sono molti lavori perfetti per chi è preciso, rigoroso, serissimo. Meglio: ci sono lavori perfetti per chi ha la passione per la precisione. C’è il redattore che mi corregge sempre “quel che” in “quello che” (perché? dice che gli piace di più). E c’è questa blogger/scrittrice che non ha paura di dichiarare a tutto il mondo il suo amore per le note a piè di pagina.