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Un minuto

Un’amica a pranzo un mese fa mi ha detto “Fai adesso tutte le cose che hai sempre pensato ‘Mi piacerebbe un giorno…’, perché dopo non avrai mai più un minuto per te stessa”. Panico. Perché quel minuto inizio già a non averlo adesso, e non sono ancora mai stata né al Museo Civico della Stampa di Mondovì né all’Archivio Tipografico né a Roma a Più libri più liberi.

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Una Marina di Libri

Questo weekend dal 3 al 5 giugno si terrà Una Marina di Libri, il primo Festival dell’editoria indipendente di Palermo.

Purtroppo non sono mai stata a una fiera del libro “piccola” e neanche questa sarà l’occasione giusta. Ogni anno penso di andare a Roma per Più libri più liberi e poi per qualche motivo non riesco ad andare.
Però mi piacerebbe, e nel caso di Una Marina di Libri mi piacerebbe in particolare per:
– Scrutare i visitatori per vedere se non riesco per caso a riconoscere il siciliano Stefano Amato (aka L’apprendista libraio), che non mi risulta tra gli ospiti ma chissà, magari, un giro lo fa.
– Vedere qualche booktrailer di quelli in concorso per Una Marina di Video.
– Sentir parlare Federico Novaro (Federico Novaro Libri) alla tavola rotonda su “Letteratura 2.0: Il fenomeno dei blog culturali”. Perché so che è timido, ma sono sicura che dirà cose interessanti.
– Non dico conoscere, ma almeno vedere dal vivo quelli di :duepunti.
– Vedere Palazzo Chiaramonte-Steri: niente male come location no?

Dal Salone a Fassino

In risposta all’articolo di Luca Negri pubblicato oggi su L’Occidentale, “Vai al Salone del Libro di Torino e ti spieghi perché ha vinto Fassino“, vorrei solo dire che sì: a Torino infatti abbiamo ancora voglia di spendere 10 euro per riempirci gli occhi di libri, e probabilmente anche il buon senso di portarci un panino da casa se vogliamo risparmiare.

E poi lo sanno tutti che in realtà gli sconti al Salone si fanno, eccome. Basta non limitarsi a visitare Mondadori e avere la curiosità di girare davvero tra gli stand, magari anche quelli più piccoli, dove – a differenza di qualsiasi libreria – potremo addirittura attaccare bottone con gli editori, i redattori, e la gente che lavorando con i libri mette su questa festa ogni anno.

Attitude

(tutto via @Einaudieditore)

A una conferenza durante la London Book Fair il CEO della Harper Collins Brian Murray ha detto che negli Stati Uniti i lettori più accaniti, cioè quelli che superano i 12 libri/anno, evitano le librerie e acquistano online.

E quelli di Borders se la sono legata al dito…

Ci manca solo

Gli italiani, oltre a leggere pochissimo, usano anche pochissimo la rete internet. Questo è un problema per l’informazione, il futuro del paese, la competitività e un sacco di altre belle cose.

Per questo quando ho saputo che Amazon avrebbe aperto un portale anche da noi ero contenta: se loro – che sicuramente non fanno le cose tanto per farle – hanno fiducia nei nostri acquisti online, che magari possono includere anche i libri, be’, fantastico. C’è speranza.

Poi ho appena letto questo post su Perché Amazon è cattiva e le fiere del libro sono buone. Mi è tornato in mente l’articolo di Loretta Napoleoni sulla Pop Economy, che subito non mi aveva convinta ma tutto sommato a ripensarci ha ragione.

Comunque ci manca solo che diamo agli italiani la “scusa etica” per non acquistare libri: sai, mi comprerei mezza Amazon ma lo sconto online o la consegna gratuita non aiutano il tessuto economico nazionale. E poi la Fnac è un colosso della globalizzazione peggio di Nestlè, Mondadori è di Berlusconi e i librai sono tutti comunisti.

So che non era questo il punto del post di Baleani e anch’io, qualche volta, vedo i libri alla Feltrinelli del centro e poi li chiedo al libraio di quartiere. Però mi andava di sottolineare che il primo problema rimane che gli italiani leggono poco.

Io vorrei vedere gente che non solo ordina libri online, ma compra fumetti usati, prende di tutto in biblioteca, consiglia romanzi, presta manuali, ruba intere enciclopedie, gira per le fiere solo per fare un giro, passa in libreria senza comprare niente, scarica e-book piratati, partecipa al bookcrossing e legge tutto quel che gli capita sotto mano senza tirare fuori un euro. L’editoria italiana starebbe comunque meglio, no?

Più impegni meno libri

Oggi inizia Più libri più liberi e nemmeno quest’anno riuscirò ad andarci. Peccato perché, tra le altre cose, ci saranno Faso (a presentare “Il visone ha una faccia enorme”) e Alessandro Gassman (a parlare di libri e cinema), due uomini che non mi sarebbe dispiaciuto vedere da vicino. Più Faso, però.

What a mess(e)

Tra poco sarà possibile anche ordinare un libro dal telefonino.
(da Corriere.it, Gli editori alla guerra dell’ebook, di Dino Messina, 7 ottobre 2010)

Ma intanto gli editori italiani si accapigliano a Francoforte.