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In vacanza si recupera

Finisce che quest’anno farò le vacanze. Le farò per forza ma le userò bene: un po’ per staccare e un po’ per recuperare quanto lasciato indietro nella gara all’impegno più importante.

Una delle cose che vorrei riuscire a fare è leggere gli articoli della serie “Le donne dell’editoria” pubblicati  – per i motivi dettagliati in un box a fianco al primo articolo – da Affari Italiani. A parte la questione sull'”approccio femminile” al lavoro editoriale, che può interessare o meno, ci dicono cose interessanti…
Teresa Cremisi (Flammarion): “Non è l’e-book a preoccuparmi, ma un’eventuale evoluzione dei costumi…” (9 luglio 2013)
Laura Donnini (Ad di Rcs Libri): “Finalmente il marketing non è più un tabù…” (15 luglio 2013)
Cristina Foschini (GeMS): “Stiamo scrivendo le regole del diritto d’autore del futuro” (16 luglio 2013)
Paola Gallo (Einaudi): “Ecco perché non temo il self-publishing”. E sull’atteso nuovo romanzo di Piccolo… (17 luglio 2013)
Carol Gullo (Newton Compton): “Il nostro marketing fa discutere? Siamo stati i primi in Italia ad adottare il modello anglosassone” (18 luglio 2013)
Annachiara Tassan: “Vi svelo come stiamo rilanciando De Agostini Libri…” (19 luglio 2013)
Beatrice Fini svela i progetti di Giunti. E sulla crisi in libreria e le nuove frontiere del marketing… (23 luglio 2013)
Elena Campominosi (Garzanti): “Così sta cambiando il marketing del libro…” (24 luglio 2013)

Quindi, se per caso non mi faccio viva fino a settembre, sapete cosa sto facendo.

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Lunga vita e prosperità /:-(

SF Signal ha chiesto ad alcuni professionisti del settore editoriale (specialità: science fiction) di predire cosa cambierà tra 10 anni con i progressi della tecnologia che tutti ci aspettiamo.

Dando per scontato ogni possibile disclaimer sull’attendibilità delle previsioni fatte (come dice uno dei contributori, l’autore fantasy Tim Pratt: “science fiction writers are generally crap at predicting the future”), è una lettura interessante.

Highlights:

Incertezza Gordon Van Gelder (editor, editore): “In realtà nessuno può dire come staranno le cose tra dieci anni. La tecnologia potrebbe essere completamente diversa. Oppure la situazione in Congo potrebbe peggiorare al punto da impedire l’attività mineraria nel paese, costringendo il mercato dell’elettronica a ridimensionarsi. Non si può sapere.”

Acidità Nick Mamatas (scrittore): “Le grandi case editrici sono dei porci e alcune di esse moriranno. Dovremmo esultare mentre ci laviamo nel loro sangue e nel loro grasso! […] Il lettore occasionale metà delle volte non sa distinguere tra un libro bello e uno brutto, e l’altra metà delle volte preferisce comunque il libro brutto.”

Demografia portami via Tim Pratt (scrittore): “Penso che continuerà a esserci un mercato per i libri su carta (almeno fino a quando non moriranno tutti coloro che sono cresciuti leggendo libri su carta e quindi li trovano “naturali”) […].”

Revival Paul NYC (non-esperto che commenta l’articolo): “Una volta che il formato e-book avrà preso il sopravvento, dopo una ventina d’anni aspettatevi che i libri stampati tornino di moda tra i giovani che troveranno trendy leggere su carta.”

Content over media Seth E. (altro utente che commenta): “Secondo me l’editoria digitale potrebbe portare la gente a non parlare più di ‘libri’, almeno nella narrativa. I libri sono oggetti. La gente parlerà di storie.”

(qui Mind Meld: The Future of Publishing per intero)