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Charles Bukowski in cerca di editore

Tempo fa lo scrittore Alessandro Cascio ha fatto un esperimento interessante. Il post che ha scritto in merito inizia così…

Un ragazzo di nome Gianni vuole scrivere. Ha 15 anni e vuole specializzarsi in romanzi di genere e commedie, mi chiede di insegnarglielo. Poi mi dice che potrebbe pubblicare con una casa editrice a pagamento, ma che non vuole perché uno scrittore diventa tale quando riesce a passare le difficili selezioni con agenti ed editori, persone di cultura e che s’intendono di letteratura.

Gli rispondo: “Gianni, io mica ci credo tanto a sta cosa”
“Perché?” mi chiede.

Perché. Ecco, perché, Gianni piccolo sognatore di pastafrolla.

… ed è una breve lettura illuminante sui retroscena dei processi di selezione editoriale. Sia io sia l’editor che mi ha segnalato il post ammettiamo che non avremmo riconosciuto Bukowski a prima vista nemmeno noi. Il punto è un altro: se basta cambiare i nomi perché un best seller diventi uno scarto, su cosa diamine si basa la decisione di pubblicare un libro?

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Edizione provvisoria

EDIZIONE PROVVISORIA
Le enormi difficoltà tecniche e di approvvigionamento di materie prime ci costringono a rinunciare, per il momento, a quella cura e perfezione tipografiche che sono tradizionali della nostra Casa.

Così si legge in fondo al frontespizio della prima edizione italiana di La fattoria degli animali di Orwell, scritto in piena guerra e pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 1947.

Pussy Riot, Stephen Fry, e Dostoevskij

Nel 1849 Dostoevskij fu messo in prigione come sovversivo e condannato a morte. All’ultimo – nel senso che prima lo portarono sul patibolo davanti ai fucili spianati, tanto per fargli prendere un po’ di paura – gli dissero che era stato graziato. Poi Siberia, ancora prigione, e cinque anni costretto a fare il soldato vicino al confine cinese.

Pochi giorni fa tre componenti del gruppo punk Pussy Riot sono state condannate a due anni di prigione per una performance blasfema, ma pacifica. Sono state condannate per aver protestato contro il loro governo, per aver espresso la loro opinione, come esempio per chi dovesse avere grilli simili per la testa.

Le Pussy Riot non sono Dostoevskij, come scrive Stephen Fry nella lettera con cui incoraggia le tre donne, ma “qui si lotta per la libertà di parola, che non è esclusiva dei più alti titani della letteratura”.

Curiosità e gelosie

Pare che Jane Austen fosse invidiosa del successo del suo contemporaneo Sir Walter Scott, e che nel 1814, quando uscì il primo romanzo di Scott, abbia scritto qualcosa del genere a sua nipote:

Walter Scott dovrebbe stare alla larga dallo scrivere romanzi, e soprattutto dallo scriverne di buoni. Non è giusto. E’ già abbastanza ricco e famoso come poeta: potrebbe evitare di togliere il pane di bocca agli altri scrittori. Non mi piace lui e potendo scegliere non mi farò piacere nemmeno il suo Waverly – ma temo che non avrò scelta.

Questo e altri fatti curiosi si possono trovare qui.

Is it dystopia?

A Torino questa è un’estate di pioggia, fresco, ci manca la nebbia e possiamo mettere su la polenta. Parlare di distopia è esagerato, ma con il flow-chart di Erin Bowman rimane molto divertente.

Viva l’Italia (5) – Calvino does us proud

La classifica dei 100 incipit più belli (via Angelo Ricci) stilata da America Book Review, pubblicata dalla Illinois State University, è, ovviamente, heavily American-biased. Niente di strano.

Proprio per questo mi piace segnalare che al n.14 c’è Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino:

Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.

Per la cronaca: gli altri autori tradotti inclusi nella lista sono Marquez, Tolstoy, Kafka, De Cervantes, Camus, Dostoyevsky, Beckett, Proust e Grass.

Caldo

Gustav von Aschenbach, il protagonista di “Morte a Venezia”, si sta letteralmente disfacendo mentre cammina tra le calli nell’afa estiva.

Questo e una serie di altri riferimenti letterari sul caldo, in “Quell’afa che scalda i romanzi” di Marco Belpoliti, oggi su La Stampa (p.1 e 31).
Update del 30 luglio: è uscito anche online l’articolo completo.