Archivi tag: riviste

This is not paper

This is not paper si autodefinisce “archivio web sull’editoria”, e basta uno sguardo per capire che è uno di quei posticini esclusivi e super visual chic dove è bello guardarsi intorno per un po’. Qui potrete rifarvi gli occhi su alcune delle riviste più belle del mondo e, se siete come, essere travolti dall’improvviso bisogno di mettervi le mani in tasca e guardarvi le scarpe. Vado a farmi la manicure e poi sfoglierò riviste così.

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Molte copertine per nulla

La rivista Wallpaper*, confermandosi troppo cool per me, ha collaborato con diversi designer per produrre 15 cover diverse per il numero del suo 15° anniversario. Una più cool dell’altra, ognuna su una carta di diverso colore e con trattamenti di stampa specifici, già mi sognavo di vincere al lotto per comprarmele tutte (e poi comprare un loft vista Manhattan dove metterle, ma questo è un altro discorso). O almeno di riuscire a vederne un paio diverse alla Luxemburg, la libreria esterofila di Torino.

E invece no, Wallpaper* è troppo cool per chiunque: queste belle cover non saranno disponibili né nelle edicole né agli abbonati, se le terranno per loro e ci lasceranno sbirciare giusto qualche esposizione autocelebrativa.

Reincarnazioni

If print is dead, it’s getting a hell of a reincarnation in these killer kicks from Nike.
(The Future of Print secondo Spy on Design)

Oggi Nike lancia sul mercato – in Europa, Cina e qualche altro paese – alcuni modelli di scarpa realizzati con riviste patinate riciclate.

Come on, Vogue

Ho comprato Vogue Italia di settembre, tutti e i suoi 2.720 grammi (tra rivista, speciali, ecc.).

Ero curiosa di vedere il 3D più cool-trendy-fashion della stagione: la cover con Miranda Kerr e il servizio Scent of Future sembrano fuori registro, e invece sono stati stampati apposta per diventare tridimensionali grazie agli occhialini allegati. Mi immaginavo chissà che, invece sono i classici occhialini di cartone (senza le stanghette però, sarano out?).

Sugli occhialini c’è scritto: “Images detaching, conveying a feeling of movement, appearing in their three-dimensional nature. You feel like you are actually smelling the scent and the atmosphere floating all around you. The scent of the future.” E in effetti sento l’odore del risotto con le zucchine che sto preparando per cena…

A parte gli scherzi la carta stampata le sta provando tutte, bisogna darne atto.

p.s. per chi come me fosse curioso di sapere come si preparano le foto da vedere in 3D (stereo), qui la NASA vi insegna come farle in casa!

Ugly Betty

Grazie a Mrtvoreo per aver caricato su Youtube ogni puntata di ogni serie di Ugly Betty, aver nominato ogni video con chiarezza e precisione, e aver addirittura già creato le playlist per ogni serie. Ecco gli amanuensi del terzo millennio ❤

p.s. che c’entra Ugly Betty con un blog sull’editoria? Per chi non lo sapesse, Betty lavora per una rivista di moda molto importante (Mode, ispirata liberamente a Vogue USA)… a parte tutti i romanzamenti, qualcosa del dietro le quinte si intravede.

American marketing

Gli americani avranno tanti difetti, ma la mancanza di iniziativa non sanno cosa sia.


Il 1 marzo 2010 cinque dei maggiori gruppi editoriali nel settore periodici USA – Condé Nast, Hearst Magazines, Meredith Corporation, Time Inc. e Wenner Media – hanno lanciato la campagna “Magazines, the power of print” per promuovere la forza delle riviste come mezzo di comunicazione e sottolineare la loro dedizione al consumatore.
Qui potete sentire cos’hanno da dire i padrini della campagna (soprattutto sulla questione tecnologia vs. stampa).
E qui sotto la doppia, pp. 156-157 di InStyle di giugno, che lunedì mattina in tram mi ha dato la sveglia.

La scritta dice (intervallata da testate al posto di alcune parole): In these wired times of ours, you might think that people don’t read magazines. That the overwhelming allure of the online world has swept them right out of vogue. But it’s not true at all. From seventeen through their sunset years, folks are reading magazines more than they were just a few years ago. Sure, there’s a fortune being spent online. But there’s also a lot of money being spent on magazines, with nearly 300 million paid subscriptions.

Come se non bastasse, a p. 240, vedo la pubblicità di Maghound.

Un servizio che permette di abbonarsi ad almeno 3 riviste sulle 321 proposte (da Christianity Today a Vogue, mi sembra ci sia tutto), con la possibilità di risparmiare, gestire tutto insieme online e, soprattutto, cambiare in corsa una testata per un’altra quando si vuole. I’m impressed.

Fashionista

Fashionista by Costume presenta un editoriale parlato (non so in che lingua), finestre pop-up, pubblicità video, form da compilare e spedire online. Una rivista digitale non può più essere solo la versione pdf di una rivista cartacea.