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Un regalino dalla tua amica JK

Alcuni scettici sostengono che J.K.Rowling sia stata aiutata da un team di ghost writer per gli ultimi Harry Potter, quindi figuriamoci se può essersi davvero messa alla scrivania per scrivere e illustrare a mano sette copie di The Tales of Beedle the Bard – sei da regalare agli amici più cari, e una da vendere all’asta per quasi 4 milioni di dollari (devoluti in beneficienza).

(Qui trovate una classifica dei dieci libri più costosi al mondo, tra i quali anche quelli di cui ho scritto il 3 e l’11 febbraio.)

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Crisi di mezz’età d’altri tempi

Un altro dei libri oggi più cari al mondo (8-11 milioni di dollari circa, secondo le ultime aste) è la prima edizione dell’opera in quattro volumi Birds of America di John James Audubon, che verso i 35 anni – e non era un ragazzino, perché ai tempi la speranza di vita era 40-50 anni – si mise in testa di catalogare e illustrare tutte le specie ornitologiche allora conosciute nel Nord America.

Ne furono stampate 200 copie tra il 1827 e il 1838, con illustrazioni in calcografia colorate a mano ad acquerello, su carta prodotta a mano nel formato più grande possibile perché Audubon voleva rappresentare tutto in dimensione reale. Visto che il cosiddetto “elephant folio” di 100 x 66 cm (!) comunque in qualche caso non bastava, alcuni degli esemplari più grandi sono raffigurati in posizioni strategiche, ad esempio mentre hanno il collo piegato per mangiare.

Democratizzazione

Il libro più caro al mondo è uno dei diari di Leonardo da Vinci. Il primo ad acquistarlo fu Thomas Coke, poi divenuto conte di Leichester, nel 1717. Passò al collezionista Armand Hammer nel 1980. E fu acquistato all’asta nel 1994 per 30 milioni di dollari e fischia.

Da Bill Gates.

Che lo scansionò.

E lo usò come screensaver di Microsoft Plus! per Windows 95.

Leggi un libro e vinci 250mila euro

Robert Rock riparte da Torino, anche lui diretto allo Us Open, con il suo primo titolo e 250 mila euro in tasca, più di quanti ne avesse guadagnato nei 16 tornei precedenti della stagione. Merito anche del libro “Short Way to Lower Scoring”, scritto nel 1980 da Paul Runyan: “Non puttavo così bene da anni – ha dichiarato il vincitore nel cui score si contano dai 27 ai 28 putt a giro -. Un amico mi ha prestato questo vecchio libro, l’ho letto lunedì e ho deciso di cambiare il mio grip nel putting.
(da La Gazzetta dello Sport.it, Rock, una vera roccia, “Il segreto? Unlibro”, di Carolina Durante, 12 giugno 2011)