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Rivoluzioni

Il problema dello spazio è diventato tale che mio marito oggi ha proposto di comprarci due e-reader e far fuori tutto, libri e librerie. Ha subito ritrattato.

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Typos are part of the project

Nuovi usi per vecchie tecnologie:)

Sono nati e nasceranno nuovi riti

Oggi pezzi da collezione, le macchine da scrivere Olivetti erano nate con tutta l’innovazione di cui eravamo capaci. Bella lettura – anche solo per guardare le figure – il post di Archivio Caltari, Olivetti, cuore di macchina, scoperto grazie a fogli sparsi.

Sono nati e nasceranno nuovi riti, il linguaggio verrà ancora sconfessato e ricreato, e gemmeranno nuove manie legate agli strumenti, ma di certo l’Olivetti rimane ad oggi un’esperienza mai eguagliata nella storia della politica industriale e della cultura italiana. La domanda è se è ancora possibile nella cultura digitale e nei linguaggi attuali, in particolare in quelli legati al commercio degli oggetti, mantenere questa eredità, preoccuparsi della misura delle persone e non di quella del profitto, a partire dalla produzione fino alla promozione.

LibrInnovando

Sono aperte le iscrizioni a LibrInnovando 2011 (25 novembre 2011): una giornata di conferenze organizzata dallo IED di Milano sui temi dell’editoria digitale – da come cambiano i contratti a quali sono le strategie di marketing. Il punto di vista è quello degli editori, ma c’è anche un workshop pratico sugli ebook.

Rassicurante abitudine

L’ebook sta arrivando, fatevene una ragione…

Ci sembrava solidissima la nostra convinzione dell’impossibilità di separare il contenuto (ciò che in reatà è il libro) dall’oggetto. Eppure, se ci riflettiamo bene, era una certezza costruita su una rassicurante abitudine e su una forte passione da amanti di un mondo.[…]

… sì, arriva anche in Europa. Fatevene una ragione!

Una ricerca inglese racconta che nell’Europa occidentale, nel 2010, il mercato dell’ebook è cresciuto del 400%. Certo, è un 400% su numeri assoluti ancora poco significativi, su fatturati ancora lontani da quelli americani. Però la velocità di crescita è l’indicatore più interessante. Tracciando una linea sul futuro, gli autori della ricerca si sbilanciano a prevedere che il peso complessivo del digitale, nel 2015, sarà del 15%.

Perché è importante parlarne:

Il digitale lavora sul modo che abbiamo per gestire la cultura e la conoscenza, tocca aspetti molto profondi e personali della nostra vita. Quindi l’accettazione del cambiamento, la «voglia di raccontarlo e spiegarlo agli altri», la costruzione di un «racconto collettivo», è un passaggio significativo. […]

(da La Stampa.it, Terza Pagina, Come cambia il nostro amore per i libri, di Giuseppe Granieri, 20 agosto 2011)

App app and away (3)

Ripasso estivo: c’è il libro, poi c’è l’ebook, e poi c’è l’app. Tutto chiaro?

Un articolo ormai vecchiotto pubblicato su Publishers Weekly metteva a confronto l’approccio alle app di diverse grandi case editrici americane. Tra le altre cose, alcuni definivano “app” qualsiasi prodotto venduto nell’Apple App Store, mentre altri (l’AD di Sourcebooks, Dominique Raccah) trovavano la discriminante nell’interattività: “Se il lettore può fare qualcosa con il contenuto, allora è un’app”. Quindi un testo con un video incorporato rimane un semplice ebook, anche se tecnicamente è difficile realizzarlo in un formato che non sia app… o almeno così mi sembra di aver capito.

E visto che sulla narrativa per adulti è più difficile inventarsi qualcosa da far fare ai lettori, le app si sono orientate su libri per bambini, ricettari, saggistica, dizionari e guide (Lonely Planet a novembre 2010 aveva già 115 app, contro la dozzina-ventina della maggior parte degli altri editori citati).

Ma a me viene in mente Cerami, che in Consigli a un giovane scrittore la metteva così: “quanto più un linguaggio è tecnologicamente povero, tanto più prepotenti e articolati si fanno i processi evocativi”.

Dove i processi evocativi, si capisce, sono la cosa più bella che c’è del leggere.

Per leggere in spiaggia

Altro che e-book, arriva dall’Inghilterra una novità tecnologica da far impallidire tutta la Silicon Valley: il libro da bagno, da spiaggia e forse da doccia. È un volume normalissimo le cui pagine sono ricoperte da una specie di cera sigillante, resistente all’acqua e quindi in grado di evitare le macchie da umidità. È già usata a quanto dicono in Australia per allungare la vita delle banconote. Finora solo qualche libro particolare era stato sottoposto a simile trattamento (ma la ditta che lo ha brevettato sostiene che esistono già in circolazione alcuni best seller). In ogni caso dall’anno prossimo, secondo i giornali inglesi, sarà un modesto tascabile ad aprire forse una nuova strada. Confessiamolo, se ne sentiva il bisogno. Almeno da quando, correva il 1987, Roberto D’Agostino pubblicò per Mondadori un libro non solo di plastica ma gonfiabile e galleggiante (si intitolava Libidine), disegnato da Angelo Bucarelli e realizzato da un produttore di salvagenti. A volte ritornano.

(da La Stampa.it, In spiaggia con un libro purché idrorepellente, di Mario Baudino, 5 agosto 2011)