Archivi tag: tipografia

Come scegliere una font

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Julian Hansen ha creato un poster fenomenale con un flow-chart che aiuta a scegliere una font per un libro o un giornale, un invito o un logo.
Tra le domande che vi capiterà di incrociare:
– Cosa ne pensi di Eric Gill?
– Hai pianto quando hai visto Terminator?
– E’ un problema se è svizzero?
Non è completo, non è perfetto, ma è molto divertente. Ed è in vendita qui ($22).

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Capire il kerning

Se non avete ancora capito cos’è il kerning (o crenatura, ovvero “la riduzione dello spazio in eccesso fra coppie di caratteri, attuata al fine di eliminare spazi bianchi antiestetici e dare un aspetto più omogeneo al testo”, secondo la definizione di wikipedia) Kern Type è perfetto per voi.

E’ perfetto anche per perdere dieci minuti e per farsi lacrimare gli occhi.

Kern Type è uno degli esercizi/giochi del corso Method of Action, che ha l’obiettivo di insegnare il design alle persone razionali. #adoro

Mio nonno

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Mio nonno materno era tipografo e lavorava nel suo piccolo laboratorio nello scantinato di casa. Quando è mancato – non so bene quando ma tra la nascita di mia sorella e la mia, quindi fine anni Settanta – mia nonna e mio zio hanno mandato avanti il lavoro per qualche tempo, ma poi hanno chiuso e via.

Poco tempo fa ho chiesto a mia mamma qualche dettaglio in più. Che fine hanno fatto tutte le cose da stampa del nonno? La nonna non è riuscita a vendere niente, ha dovuto pagare qualcuno che si portasse via i macchinari che ingombravano (#superfail).

Ma mia zia aveva tenuto qualche cassettina. E una delle più piccole ha da poco attraversato l’oceano in una valigia, e ora sta su una mensola di casa mia in attesa di essere, credo, appesa da qualche parte in bella vista.

E’ la cassettina della font Cheltenham, da quel che riesco a decifrare di un’etichetta adesiva scritta a macchina e ormai sbiatidissima.

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Birth of a book


Buona pasquetta 🙂

I puntini sulle i

Mi piacerebbe sapere che font è questa qui che hanno usato per il sito di World Wide Rome. Mi piace anche se non vorrei, perché non ha i puntini sulle i. Stavo per abituarmi quando ho visto che il bold i puntini ce li ha, e non ho più capito niente.

Ho provato Identifont: la g ha l’orecchio? La j maiuscola scende sotto la linea di base? Il punto del punto interrogativo è rotondo o quadrato? Più di venti domande così – su tutto quello di pratico e meccanico che rende una font diversa dalle altre – e alla fine niente, il sito ammette di non aver trovato corrispondenze esatte e mi propone un banale Verdana. Eppure bastava che mi chiedesse “La i ha il puntino?”.

Piace anche fatta male

La tipografia, sparita così in fretta negli anni Ottanta, oggi ha il vantaggio di piacere quando è fatta bene e di piacere quando è fatta male… parola del tipografo dei sogni, Emanuele Mensa (uno di quelli dell’Archivio Tipografico).

Un minuto

Un’amica a pranzo un mese fa mi ha detto “Fai adesso tutte le cose che hai sempre pensato ‘Mi piacerebbe un giorno…’, perché dopo non avrai mai più un minuto per te stessa”. Panico. Perché quel minuto inizio già a non averlo adesso, e non sono ancora mai stata né al Museo Civico della Stampa di Mondovì né all’Archivio Tipografico né a Roma a Più libri più liberi.