Curiosità e gelosie

Pare che Jane Austen fosse invidiosa del successo del suo contemporaneo Sir Walter Scott, e che nel 1814, quando uscì il primo romanzo di Scott, abbia scritto qualcosa del genere a sua nipote:

Walter Scott dovrebbe stare alla larga dallo scrivere romanzi, e soprattutto dallo scriverne di buoni. Non è giusto. E’ già abbastanza ricco e famoso come poeta: potrebbe evitare di togliere il pane di bocca agli altri scrittori. Non mi piace lui e potendo scegliere non mi farò piacere nemmeno il suo Waverly – ma temo che non avrò scelta.

Questo e altri fatti curiosi si possono trovare qui.

Benefici dell’allattamento

A chi dice che con un figlio piccolo non si ha più tempo di fare niente, rispondo: dipende.

Ad esempio allattare mi costringe all’immobilità così spesso e così a lungo che ho ripreso a leggere in quantità e tempi da record.

(Ammetto che per mancanza di sonno non riesco ad andare oltre i romanzetti leggeri*… ma per me leggere è leggere e vale tutto, dovessi ridurmi agli Harmony.)

* Tipo questo, che mi è piaciuto anche se probabilmente è necessario leggerlo entro il primo mese dal parto per capire perché.

Insegne

Ho la fissa delle insegne. Dal Simpathy Bar avvistato anni fa (“simpathy” in inglese si usa soprattutto per fare le condoglianze) a Giuliana, la tua fioraia… e non solo, che ogni volta che ci passo davanti vorrei entrare a chiedere che altro offre. Secondo me ci vorrebbe un’autorità di controllo. Ma poi sarebbe la stessa persona che si è inventata il cartello stradale “tutte le direzioni”?

Ora pare che nel Regno Unito (altra fissa: Regno Unito, Inghilterra e Gran Bretagna non sono sinonimi) la catena di librerie Waterstone’s molli l’apostrofo per assecondare le esigenze di questo nostro mondo di URL e indirizzi email, dove certi segni non si possono usare comunque. Con gran scorno dei puristi della punteggiatura, i nomi commerciali sfuggono alla grammatica, all’ortografia, al maiuscolo/minuscolo e a tante altre belle cose.

E va bene. Se non altro perché la libertà fa saltare fuori qualche colpo di genio tipo: Eat Alì, il nuovo alimentari etnico del mio quartiere, che mi sta già molto più simpatico di Eataly.

Tolkien: ironie e coincidenze

Pare che C.S. Lewis avesse nominato Tolkien per il Nobel nel 1961, e pare che la commissione non fosse affatto convinta del valore letterario del Signore degli Anelli.

Povero Tolkien? Non direi. Quell’anno vinse Ivo Andrić, che a differenza del nostro J.R.R. non credo abbia mai avuto conflitti interiori legati al proprio status di scrittore di culto. (Tolkien all’inizio era entusiasta del proprio successo di pubblico, poi iniziò a fare il divo).

E ora una nota personale. Tanto tempo fa andai a un colloquio in autobus, fuori Oxford. Mi capitava ancora molto spesso di arrivare con ampio anticipo ovunque dovessi andare, e di andare a farmi due passi nell’attesa. Mi capitava anche spesso che se c’era un cimitero nei paraggi mi ci facevo un giro, perché io ci tengo che si sappia che I sepolcri li ho capiti bene. Insomma, per farla breve, sono finita a Wolvercote Cemetery e ho visto la tomba di Tolkien per caso.

Poi sono andata al colloquio e non mi hanno presa, ma magari finisce come la storia del suo Nobel.

Spigoli

Poco prima di morire John Updike parlò con eloquenza degli “spigoli” del libro: i confini che danno forma e integrità a un’opera letteraria, e che per secoli hanno trovato espressione fisica nell’indelebilità della pagina stampata. Gli spigoli hanno dato ai libri la solidità di resistere alle mode e all’erosione del tempo, ma ora sembrano destinati a sbiadire, a mano a mano che le parole passano dalla stampa permanente su fogli di carta alla temporanea comparsa su schermi tremolanti.

(da The Wall Street Journal, Books that are never done being written, di Nicholas Carr, 31 dicembre 2011 – traduzione dall’inglese mia)

Il bestiario pop-up

http://tiny.cc/bw07w Ce l’ho e lo #adoro.

Auguri


And the Grinch,
with his Grinch-feet ice cold in the snow,
stood puzzling and puzzling,
how could it be so?
It came without ribbons.
It came without tags.
It came without packages, boxes or bags.
And he puzzled and puzzled ’til his puzzler was sore.
Then the Grinch thought of something he hadn’t before.
What if Christmas, he thought, doesn’t come from a store.
What if Christmas, perhaps, means a little bit more…

Con tanti auguri che anche il vostro Natale sia “qualcosa di più”.
Buone feste!

StairCASE

Questa libreria la trovo geniale.

Amanti non consigliabili

Regole che una signora deve seguire per scegliersi l’amante: [...] Gli scrittori non sono consigliabili. Presto o tardi si ritroverà in un articolo, in un giornale intimo, in un epistolario, genere quanto mai rivelatore…
(da Gabriella Turnaturi, Signore e signori d’Italia. Una storia delle buone maniere, Feltrinelli; via La Stampa, Ecco come vive un vero signore, di Giorgio Dell’Arti, 3 dicembre 2011, p.84).

Blocco dello scrittore? Prova con le minacce

Write or Die è un’applicazione per PC e iPad che ci costringe a rimanere attaccati alla tastiera fino a quando non raggiungiamo una scadenza o un numero di parole che ci siamo prefissati.

Antidoto al blocco dello scrittore, se osiamo fermarci somministra punizioni che variano dalla discreta pop-up che ci ricorda il nostro dovere (modalità “Gentle”) alla progressiva disintegrazione delle parole che avevamo sullo schermo (modalità “Kamikaze”).